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La Roma Come Vispe Terese 1981 Paolo Pietrangeli La Roma
Come Vispe Terese 
acchiappare farfalle,
con le braccia protese 
ma girati di spalle;
con i figli perduti 
ed i padri in disgrazia, 
siamo sopravvissuti 
senza fede nè grazia.

[rit.]Ma per fortuna che c'è la Roma,
      ma per fortuna che c'è la Roma!

Per tre anni nel bosco 
con i quaranta ladroni,
eravamo convinti 
diventassero buoni.
Filologicamente 
sono molti gli arcani:
eravamo marxisti, 
ci sentiamo marziani. 

[rit.]

Chi si spara alla tempia, 
chi prepara la bomba,
chi si spara sei pere, 
chi dà fiato alla tromba
e chi fa il funzionario, 
chi si sciacqua al riflusso,
chi ripassa il bestiario 
e si sbatte nel lusso.

[rit.]

E c'è chi come me, 
vi assicuro: finito,
ha due miti soltanto: 
Marlon Brando e il partito;
e c'è chi come me, 
vi assicuro: finito,
ha due miti soltanto: 
la Deneuve e il partito. 

[rit]

Fonte

Pietrangeli Paolo, Canti, contesse & conti, L'Unità, Roma, 1994

Informazioni

Nell'lp Fonit Cetra "Le olive come quelle che dà il bar". Sogni illusori che stanno tirando le somme e una battaglia ormai perduta.

(marziapaladin@yahoo.it)

Scheda canto

Autori testo: Paolo Pietrangeli

Periodo: Dal riflusso alla fine della guerra fredda (1980 - 1989)

Anno: 1981

Lingua: italiano

Tags: satirici