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Il maschio di Volterra

Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)

Anno: 1900

Scheda
Il maschio di Volterra E me ne stavo mesto a lavorare, rinchiuso là ni' maschio di Volterra 1900 Il maschio di Volterra
E me ne stavo mesto a lavorare,
rinchiuso là ni' maschio di Volterra
e un secondin mi viene a salutare
e nella sua la mia destra mi serra.

E mi disse: " Allegro, grazia la fanno
a te, tutti i giornali parlano,
combattono per te ".

"La grazia l'accetterò se me la danno,
coi miei diritti di buon cittadino:
io son rinchiuso qui da ventun anno,
non vo' mori' co i' marchio d'assassino.

Se gli innocenti li voglion qui serrar,
e i nostri patimenti
chi li compenserà?

L'hanno riconosciuta la mia innocenza
or che lo vedi il mio capello è grigio
viva l'adorno cavalier di scienza
che ha convertito il bianco con il bigio.

Mondo crudele, che desti luce a me,
fui vittima di agenti di rinnegata fe'.
E addio compagni, viva la libertà
e se ne va il Batacchi,
ma non vi scorderà. 

Fonte

Vettori Giuseppe, Canzoni italiane di protesta 1794 - 1974, Roma, Newton Compton, 1975

Informazioni

Il canto fa riferimento alla vicenda di Cesare Batacchi, anarchico condannato (innocente) per un attentato a Firenze il 18 novembre 1878 avvenuto durante un corteo monarchico di solidarietà a Umberto I.

(Pardo Fornaciari)

 

Scheda canto

Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)

Anno: 1900

Lingua: italiano

Tags: anarchici, carcere

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