A Francisco Ferrer

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La storia cantata: L'esecuzione del pedagogista libertario Francisco Ferrer (13 Ottobre 1909)

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Splendeva nel ciel del pensiero in alto radiosa una stella, splendeva la luce del Vero di Ferrer nell’anima bella. Da quella gran luce inspirato, Apostolo nuovo e profeta, al mondo additava prostrato più bella e più fulgida meta. Ma dalle oscure tenebre sbucano preti e monaci per farlo trucidar. Ed egli diceva: La gente già troppo si fece ingannare, bisogna irradiare la mente e templi alla Scienza innalzare. Diceva: Lontano dal Clero i giovani cuori tenete, ché sol con la Scienza ed il Vero l’Emancipazione otterrete. Ma dalle oscure tenebre, dai freddi e muti altar sbucano preti e monaci per farlo trucidar. Pur egli non domo e sereno la Scuola Moderna innalzava e tutto d’affetto ripieno le leggi del cuore insegnava… Ma il prete s’univa al guerriero la spada s’univa alla tiara, e l’una recava il mistero, e l’altra recava la bara. E dalle oscure tenebre col piombo il dogma orribile Lo fece fucilar. Ma il piombo dal prete guidato che il grande cervello colpìa rifulge sul mondo angosciato rischiara qual sole la via… Ei vive nel nostro pensiero, nell’opera grande s’eterna, insegna l’amore del Vero ancor nella Scuola Moderna. E invano dalle tenebre dai freddi e muti altar col piombo il dogma orribile Lo fece fucilar.
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Musica di G. Ferraris

Inno composto e eseguito per la posa di una lapide a ricordo di Francisco Ferrer a Santhià (Vc) il 15 novembre 1911 (fonte Carlo Ottone),

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Roberto Deiana

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