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Gli anarchici noi siamo di Milano

Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)

Anno: 1920

Scheda
Gli anarchici noi siamo di Milano Gli anarchici noi siamo di Milano e dei borghesi non abbiam paura 1920 Gli anarchici noi siamo di Milano
Gli anarchici noi siamo di Milano
E dei borghesi non abbiam paura
Fanno gli arditi con le bombe a mano
Carabinieri e guardie di questura
 
  Ma noi abbiamo forze unite
  Il pensier la dinamite
  Ed il pugnale
  La fiamma agitiam di un'ideale 

Gli anarchici non hanno guerreggiato
Per gli interessi della borghesia
Oltre i confini abbiamo disertato
Sfidando la più atroce tirannia 

  Troppi estranei in un conflitto
  Tra la forza ed il diritto
  E le frontiere
  Vogliamo unire tutte le bandiere 

Per la bandiera nostra in ogni terra
Noi lotteremo con nuova energia
Abbiam da rinnovar la nostra guerra
E vincerla nel nome dell'anarchia 

  Urlerà la dinamite
  Getterem le nostre vite
  Farem sul serio
  L'esempio ce lo dan Bresci e Caserio 

La nostra storia è storia di vendetta
Contro una classe rea di ogni delitto
Contro una società ch'è maledetta
Alla vita ha negato ogni diritto 

  Seminando la tempesta
  Rugge già sulla sua testa
  Il gran ciclone
  Che si chiama sociale rivoluzione 

Hanno versato il sangue a fiotti a rivi
Per questa infame guerra della morte
Molti soldati son restati vivi
Di ribellione la massa più forte 

  Bomba a mano dinamite
  Banclastite balistite
  Farem la festa
  Che ad ogni mal taglierà la testa

Fonte

AA.VV., Avanti popolo - Due secoli di popolari e di protesta civile, Roma, Ricordi, 1998

Informazioni

Il canto viene fatto risalire al periodo subito dopo la Prima Guerra Mondiale per i riferimenti al conflitto presenti nel testo (e anche alla diserzione); ma potrebbe essere plausibile anche farla risalire al 1921, nel corso del conflitto degli Arditi del popolo e gli Arditi d'Italia ("Fanno gli arditi con le bombe a mano Carabinieri e guardie di questura ").

Cesare Bermani attribuisce a questo canto la melodia popolare romanesca del "Sor Capanna", mentre Santo Catanuto ritiene più plausibile la melodia di "Porta Romana bella", con i ritornelli sulla melodia di quelli di "Stornelli d'esilio".

Fonte: S. Catanuto e F. Schirone, Il canto anarchico in Italia nell'Ottocento e nel Novecento, Milano, zeroincondotta, 2009.

Scheda canto

Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)

Anno: 1920

Lingua: italiano

Tags: anarchici, antifascisti

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