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Frizullo

Autori: Alessio Lega

Periodo: Il mondo "globalizzato" (1990 - oggi)

Anno: 2006

Scheda
Frizullo La notte color del vino 2006 Alessio Lega Frizullo
(per Alfredo Simone)

La notte color del vino 
vomitò ancora una nave
carica di kurdi, una nave carretta 
- come si dice - dal mare
una nave disperata, 
della solita disperazione
salpata dalla Turchia 
rotta contro l’illusione.
Sulla fiancata graffiata, 
scavata una scritta misteriosa:
«Frizullo» diceva: 
un nome, un monito, qualcosa…
Cosa vorrà mai dire? 
un Dio, un tribuno, un’accusa?
Sul fianco di quella nave 
una ragione, una scusa?

 Che cosa ancora brilla 
 dal fondo senza ritorno?
 Che cosa ci tiene in piedi, 
 che cosa ci tiene a giro?
 Increspato di schiuma 
 c’è chi tenta un respiro
 sentinella nella sentina 
 da che parte viene giorno?

«Frizullo» non è una parola 
di una lingua proibita
non è un codice sacro, 
né una sfida agguerrita
«Frizullo» è un nome storpiato, 
precisamente un cognome
sta per «Dino Frisullo», 
come dire, attenzione!
Noi siamo i suoi amici, i parenti, 
i suoi protetti, i suoi figli
siamo quelli di Frisullo, 
dischiudete gli artigli
e lasciateci passare, 
alla faccia dell’assassino
è una lotta per la vita, 
ci dà una mano Dino…

 Sentinella pallida e assorta 
 nel mezzo del fumo grigio
 c’è qualcosa che schiude i denti, 
 che telefona e sfida
 però se tendi l’orecchio 
 qui tutto quanto grida
 e ride mentre tu dormi 
 la morte del pomeriggio.

Dino Frisullo fu un militante 
di Avanguardia Operaia
poi finì il sessantotto 
e si archiviò la battaglia:
«Contrordine compagni, 
non si cambia più il mondo
anzi, cambiatevi d’abito 
e restate sul fondo»
Ma Dino Frisullo sul fondo 
inciampò nella coscienza
come una bomba innescata, 
un futuro di resistenza
e fondò e fuse e diffuse 
più d’una associazione
lo scopo? Salvare il mondo, 
pensa che ostinazione!

 Capitano, la mia casa fa acqua, 
 s’è diroccata
 i tappeti marciscono 
 e tutto mi sembra idiota
 c’è musica in ogni bar, 
 ma non si muove una nota
 l’annunciatrice annuncia 
 il programma della serata.

Dino Frisullo era dietro tutti i migranti, 
sempre presente
fu arrestato in Turchia 
e condannato, innocente
ma di quell’innocenza aggressiva, 
che non è una consolazione
e quando fu liberato 
tornò in trincea con quel nome…
Che perciò i kurdi se lo scrivevano 
sul fianco d’ogni barcone
«Frizullo», «Firosillo», 
insomma: grande protezione
e mentre un tumore 
se lo portava in un lampo
aveva l’aria scocciata 
come per un contrattempo.

 C’è ancora una nave a Brindisi 
 che il nero non inghiotte
 che il buio non s’è mangiata 
 col suo passo sicuro
 da lì qualcosa ancora 
 sta fissando lo scuro
 sentinella, sentinella 
 a che punto resta la notte?

 Sentinella tu dimmi 
 a che punto è la notte.

Fonte

Alessio Lega, CD, Mala Testa, 2013

Informazioni

Dino Frisullo era un bravo giornalista che aveva messo al servizio degli ultimi, dei migranti, dei Kurdi tutta la sua vita: un’anima bella, cioè un rompicoglioni. (Alessio Lega)

La voce di Wikipedia dedicata a Dino Frisullo http://it.wikipedia.org/wiki/Dino_Frisullo

Scheda canto

Autori testo: Alessio Lega

Periodo: Il mondo "globalizzato" (1990 - oggi)

Anno: 2006

Lingua: italiano

Tags: emigrazione

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