Va bene anche allearsi con la morte
Se serve a garantirsi il frigo pieno
Va bene fare scorte calpestare un po' più forte
Far passare sopra il corpo un autotreno
Lo vedi l'egiziano che si è sporto
La notte sul megafono riluce
Lo sai che l'egiziano è un uomo morto
Ad un contorto gorgoglio la protesta si riduce
Ogni mattina si risveglia un uomo
Che sa che deve correre veloce
Perché già dalla notte c'è la merce
Che correndo vuole solo calpestare la sua voce
Così che tu sia merce o sia cristiano
O terra o sole, isola o nazione
Tu corri laico, ebreo o mussulmano
Sotto il tacco macinante stai della distribuzione
Le fabbriche le hanno trasferite
Ed il prodotto s'è esternalizzato
Lontano sulle strade inferocite
Dove privo di speranza il lavoro è più sfruttato
Però le merci altrove fabbricate
Fino al tuo frigo devono arrivare
E marciano su strade gli autotreni
Inarrestabili e feroci non si possono fermare
Se c'è chi vuol spezzare la catena
Conflitto fra lavoro e capitale
Fra un tir lanciato ed una pancia piena
Finirà di certo molto molto molto molto male
Così che nella notte di Piacenza
Un egiziano è stato calpestato
Per lui non c'è più l'ombra di clemenza
Quel picchetto era una sfida al nostro vivere beato
Beata la coscienza della notte
Beato il nostro vivere civile
Beato il nostro frigo che s'inghiotte
Questo residuale senso dell'umanità servile...
È chiaro nella notte piacentina
È chiaro nel crepuscolo italiano
È chiaro nell'Europa che s'inchina
Quel picchetto è stato un sogno sanguinoso quanto vano
Abd El Salam perdona noi
Per tutte le magnifiche buone intenzioni
Di cui è asfaltata questa via
Per quest'inferno di crumiri e di esclusioni
Abd El Salam perdona noi
Qui da Piacenza che si muovono le merci
Di cui si asfalta pure te
Che ti sei osato di frapporre fra i commerci
Abd El Salam ti pare mai
Tu che al paese tuo facevi il professore
E sei venuto fino a qua
Per insegnare a questi schiavi un po' di sole
Abd El salam Chiama il dottore
Che questa notte di settembre non respira
E non respirerà mai più
Che nel megafono non hai fiato che gira
Riprendono a percorrere le ruote
Le strade della notte calpestata
Il tuo supermercato sarà aperto
e la speranza della vita adesso giace assassinata
Va bene anche allearsi con la morte
Se serve a garantirsi il frigo pieno
Va bene fare scorte di ansiolitici e di torte
Per riempirsi e ricordare sempre meno Canti simili
Informazioni
"Abd El-Salam è morto il 14 settembre scorso, schiacciato da un camion di un crumiro durante un'azione di picchettaggio. Durante un'azione sindacale, per i diritti di tutti più che per i suoi (Abd El era un lavoratore relativamente più tutelato dei suoi colleghi, perché "a tempo indeterminato"). Ovviamente si è parlato "solo di un incidente", ovviamente troppe delle forze sindacali di questo Paese ci son cascate. I suoi compagni dell'USB che hanno protestato subiscono denunce e provocazioni. Un sindacalista morto con un megafono in mano è un martire cui la "repubblica dei lavoratori" dovrebbe innalzare un monumento. Uno straniero, padre di cinque figli, venuto a morire per i nostri diritti calpestati a me fa pensare a quei combattenti partiti nel '36 per la Spagna, a quelli della Comune. Un uomo "sacro". Stiamo davvero toccando il fondo." (Alessio Lega, 1/5/2017)
Scheda canto
Autori testo: Alessio Lega
Periodo: Il mondo "globalizzato" (1990 - oggi)
Anno: 2016
Lingua: italiano
Tags: lavoro/capitale, emigrazione, morti sul lavoro
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