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Andando un Giorno al Seggio Elettorale

Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)

Anno: 1950

Scheda
Andando un Giorno al Seggio Elettorale Andando un giorno al seggio elettorale 1950 Andando un Giorno al Seggio Elettorale
1
Andando un giorno al seggio elettorale
Occhio alla penna mi disse un signore
Che da quella proviene il bene e il male
Attento di non fare qualche errore.
E cerca di guardarti il capitale
Che ti ha lasciato il morto genitore
Che se avranno il comando i scalmanati
Dei beni nostri saremo privati

2
Banda di arraffacani svergognati
Risposi io con viso molto schietto
I lavoranti li avete affamati
Ora li dividete per diletto.
Voi con i vostri ventri rigonfiati
Dove letame e vermi hanno ricetto
State inneggiando la democrazia
Poi la tradite per qualunque via

3
Cosí l’intruso se ne scappò via
Sentendo la risposta sconcertante
Senza dare commiato a chi che sia
Quando ha compreso chi c’avéa davante
Parassitaria di una borghesia
Che andate in cerca dell’uomo ignorante
Senza punto guardare agli orizzonti
Che sta passando il secolo dei tonti

4
E voi con nuove insidie siete pronti
Sfruttando poco piú gli agricoltori
Che spopolati hanno lasciati i monti
E non godete piú dei suoi sudori
sempre pronto mirare agli orizzonti.
Vedovi i campi e mai piú sotto i ponti
Passerà l’acqua pei vostri tesori
Cosí domato fu il ladron terriero
Dopo che cadde monarchia ed impero

5
Però giunti ancor non sono a zero
Perché han messo le man nella finanza
Governàno i tesori del mondo intero
Pronti a negarti quel che a lor gli avanza
Il trofeo d’avarizia han per cimiero
Odiano il lavorante a tracotanza
Se non gli frutta piú tanto i terreni
Hanno messo le man sugli altri beni.

6
Vi turberanno i bei sogni sereni
Quando il popolo poi sarà maturo
Quando alle banche troverete i freni
Di borsa il gioco non è piú sicuro
Ah voi di vizi e di diletti pieni
E guarderete con il ciglio impuro
All’avvenire, ma sarete in fallo
Sarete senza suon costretti al ballo

Fonte

G. Ligi, Poeti Contadini in Ottava Rima dell'Appennino Umbro-Marchigiano p. 189 e seg

Informazioni

Canto alla poeta composto da Cesare Terzoni, minatore e poeta estemporaneo di San Felice di Sassoferrato (AN) sulle elezioni politiche del 1948, che videro scontrarsi Fronte Popolare e Democrazia Cristiana, insieme ai partiti nati dall'Antifascismo.
Il canto è un estratto da una Satria di 48 ottave di forte critica alla borghesia capitalista e numerose citazioni ai personaggi del tempo.
La registrazione è stata recuperata da un nastro (ora in formato digitale) registrato a San Felice di Sassoferrato e a Monte Cucco (ristorante “Cappelloni”) nei primi anni settanta del Novecento da Giuseppe Grassi di Piaggiasecca. 

https://lottavarima.wordpress.com/la-storia/i-poeti-del-doglio-e-dello-strega/andando-un-giorno-al-seggio-elettorale-lottava-rima/

Scheda canto

Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)

Anno: 1950

Lingua: italiano

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