Un paese vuol dire non essere soli,
avere gli amici, del vino, un caffè.
Io sono della città; riconosco le strade
dalle buche rimaste, dalle case sparite,
dalle cose sepolte che appartengono a me.
Al di là delle gialle colline c'è il mare,
un mare di stoppie, non cessano mai:
il mare non voglio più, ne ho visto abbastanza;
preferisco una tampa e bere in silenzio,
quel grande silenzio che è la vostra virtù.
E in silenzio girare per quelle colline,
le rocce scoperte, la sterilità
lavoro non serve più, non serve schiantarsi
e le mani tenerle dietro la schiena,
non fare più nulla pensando al futuro.
La sola freschezza è rimasta il respiro,
la grande fatica è salire quassù.
Ci venni una volta quassù e quassù son rimasto
a rifarmi le forze, a cercarmi i compagni,
a trovarmi una terra, a trovarmi un paese.
Un paese vuol dire non essere soli. Cambia la tonalità
Mim Do Mim
Un paese vuol dire non essere soli,
Lam
avere gli amici, del vino, un caffè.
Fa Mim
Io sono della città; riconosco le strade
Si Lam Si Lam
dalle buche rimaste, dalle case sparite,
Fa# Si Mim
dalle cose sepolte che appartengono a me.
Al di là delle gialle colline c'è il mare,
un mare di stoppie, non cessano mai:
il mare non voglio più, ne ho visto abbastanza;
preferisco una tampa e bere in silenzio,
quel grande silenzio che è la vostra virtù.
E in silenzio girare per quelle colline,
le rocce scoperte, la sterilità
lavoro non serve più, non serve schiantarsi
e le mani tenerle dietro la schiena,
non fare più nulla pensando al futuro.
La sola freschezza è rimasta il respiro,
la grande fatica è salire quassù.
Ci venni una volta quassù e quassù son rimasto
a rifarmi le forze, a cercarmi i compagni,
a trovarmi una terra, a trovarmi un paese.
Un paese vuol dire non essere soli. Canti simili
Fonte
"Cantacronache - Un 'avventura politico-musicale degli anni Cinquanta"
a cura di Emilio Jona e Michele L. Straniero, 1995 DDT e Scriptorium associati
Informazioni
Scritta nel 1960, a dieci anni dalla scomparsa di Cesare Pavese. Il testo riprende un celebre passo tratto dal romanzo "La luna e i falò".
Scheda canto
Autori testo: Mario Pogliotti, Cantacronache
Autori musica: Mario Pogliotti
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Anno: 1960
Lingua: italiano
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