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Storia di Rodolfo Foscati

Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)

Scheda
Storia di Rodolfo Foscati Caro padre, vi scrivo piangendo, Storia di Rodolfo Foscati
Caro padre, vi scrivo piangendo,
questi righi per me dolorosi
e che mi restano ma tanto 'ngollosi,
e nel vedermi trattare così.

E scrivendo la mano mi trema
e di tutto vi faccio palese
'e m'hanno tolto la veste borghese
'e m'hanno tolto la mia gioventù.

Caro padre, che brutti momenti,
e qui non contano né pugni e né stiaffi, 
'e disse il guardia: Levategli i baffi,
e l'avrei presa la spina nel cuor.

E la mattina del venti di marzo
il guardiano mi venne a vedere,
e con sé ce l'aveva i' barbiere
e una scranna per farmi sede'.

Con cattive maniere mi prese,
il rasoio 'un l'aveva perfetto,
e mi raschiava, parevo un capretto
e i miei baffini li vidi andà' giù.

Quando poi 'e gli èbban fatto tutto,
il guardiano m'accennò con un dito
e disse: Questo gli è i' vostro vestito,
e n'i'vedello mi fece tremà'.

Questo numero che oggi indossate
vi cancella da i'nome e casato,
Centosette sarete chiamato
e a Ridolfo Foscati mai più.

Centosette sarete chiamato
e a Rodolfo Foscati mai più.

Fonte

Maria Rollero

Informazioni

Dal repertorio di Caterina Bueno e di Gildo dei Fantardi. La canzone ha un'origine oscura. C'è un Rodolfo Foscati patriota milanese, imprigionato durante i moti carbonari del 1821. Ce n'è un altro in San Frediano, a Firenze, protagonista di un non meglio precisato fatto di sangue e condannato all'ergastolo. Forse le due figure si sonosovrapposte, forse no; la canzone è sicuramente toscana, e rappresenta in maniera cruda i primi, terribili giorni dell'ergastolano (segnalata da Maria Rollero)

Scheda canto

Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)

Lingua: italiano

Tags: carcere

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