Proclama di Camillo Torres

La storia cantata: L'uccisione di Camilo Torres (15 Febbraio 1966)
Da molti anni i poveri della nostra patria, da molti anni attendono il grido di battaglia, il grido per gettarsi nella lotta finale contro l'oligarchia e contro il capitale. contro l'oligarchia e contro il capitale. A questo punto il popolo non crede a chi ha il potere a questo punto il popolo non crede alle elezioni, non c'è più via legale che possa esser tentata, non resta altro al popolo che la lotta armata." Il popolo è deciso a offrir la propria vita per dare ai propri figli un tetto e da mangiare, per dare soprattutto a chi verrà domani la patria non più schiava dei nordamerìcani." E devo dire al popolo che io non l'ho tradito, son stato sulle piazze d'ogni città e villaggio chiamando chi lavora ai campi e alle miniere a unirsi e a organizzarsi per prendere il potere." Chiunque è un patriota stia sul piede di guerra finchè possano sorgere i capi guerriglieri; dobbiamo stare all'erta, scambiarci le opinioni, raccoglier le provviste con armi e munizioni." La lotta è prolungata e i colpi all'oppressore sian piccoli, se occorre, purchè siano sicuri; proviamo cosa valgono di fronte agli avversari coloro che si dicono dei rivoluzionari." Agisci senza sosta, ma agisci con pazienza, la guerra sarà lunga e ognuno dovrà agire; importa soprattutto che la rivoluzione quando è il momento giusto ci trovi dall'azione" Abbiamo incominciato perchè la strada è lunga, però questa è la strada per la rivoluzione: con noi fino alla morte a unire e organizzare. con voi fino alla morte, la classe popolare." Con noi fino alla morte perchè siamo decisi, con voi fino alla morte, a andare fino in fondo: la presa del potere non è ormai più illusoria, lottar fino alla morte vuoi dire la vittoria
La- Da molti anni i poveri Mi7 La- della nostra patria, Do Fa da molti anni attendono Mi7 La- il grido di battaglia, Fa Sol La- il grido per gettarsi nella lotta finale Re- La- Mi7 La- contro l'oligarchia e contro il capitale. Re- Do Mi7 La- contro l'oligarchia e contro il capitale. A questo punto il popolo non crede a chi ha il potere a questo punto il popolo non crede alle elezioni, non c'è più via legale che possa esser [tentata, non resta altro al popolo che la lotta [armata. Il popolo è deciso a offrir la propria vita per dare ai propri figli un tetto e da mangiare, per dare soprattutto a chi verrà domani la patria non più schiava dei [nordamerìcani." E devo dire al popolo che io non l'ho tradito, son stato sulle piazze d'ogni città e villaggio chiamando chi lavora ai campi e alle [miniere a unirsi e a organizzarsi per prendere il [potere. Chiunque è un patriota stia sul piede di guerra finchè possano sorgere i capi guerriglieri; dobbiamo stare all'erta, scambiarci le [opinioni, raccoglier le provviste con armi e [munizioni. La lotta è prolungata e i colpi all'oppressore sian piccoli, se occorre, purchè siano sicuri; proviamo cosa valgono di fronte agli [avversari coloro che si dicono dei rivoluzionari." Agisci senza sosta, ma agisci con pazienza, la guerra sarà lunga e ognuno dovrà agire; importa soprattutto che la rivoluzione quando è il momento giusto ci trovi dall' [azione. Abbiamo incominciato perchè la strada è lunga, però questa è la strada per la rivoluzione: con noi fino alla morte a unire e [organizzare. con voi fino alla morte, la classe [popolare. Con noi fino alla morte perchè siamo decisi, con voi fino alla morte, a andare fino in fondo: la presa del potere non è ormai più [illusoria, lottar fino alla morte vuoi dire la [vittoria
Informazioni

Camillo Torres, prete e sociologo colombiano, morì il 15 febbraio 1966, in uno scontro a fuoco a santander, con le truppe dell'esercito regolare, lottando col mitra in mano contro un'oligarchia serva dell'imperialismo nord-americano.
La canzone è una parafrasi assai fedele dell'ultimo messaggio di Torres al popolo colombiano ("Dalle montagne, gennaio 1966") considerato il suo testamento spirituale.

Fonte
Amodei Fausto, Se non li conoscete, Ala Bianca, 1996
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