Col bastone
Scaccia l’animale impertinente
Dentro il campo
Il bastone fuori non si sente
(Con l’approvazione della gente)
Sul bordo estremo dei secoli
orlo di terra solare
l’invisibile straccione
folle senza protezione
Offre il corpo alle tempeste
Sopra i legni dell’addio
Rischia tutte le sue vite
A imitazione di dio
Col bastone…
Sunugaal nostra piroga
Solca il mare del destino
E' il coraggio dell'attesa
Luce di un nuovo mattino
Sunugaal nostra piroga
Solca il mare del destino
Ma se riesci ad arrivare
Sei solo un altro clandestino
Tra le dita scorre il cielo
Nostra patria è il mondo intero
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Fonte
Informazioni
Ho scritto, nel 2006, Lager italiani. Storie di migranti reclusi nei centri di espulsione (Cpt, ora Cie) – dove si mette mano spesso e volentieri al bastone, per mettere “al loro posto” questi uomini inferiori. Questi “Alì dagli occhi azzurri” le cui traversate erano state profetate poeticamente da Pier Paolo Pasolini molti decenni fa. Qui canto quelle traversate.
Nel 2009 ho chiuso un nuovo libro, Servi, dove racconto il mio viaggio nell'Italia dei clandestini al lavoro. E racconto, appunto, la loro natura servile, necessaria alla nostra economia – una natura che prende forma storia dopo storia. Come quella di Soufiane, che qui canto, che mi ha detto “Ma ti dico cosa? E' la parabola!”. Sì, la parabola, che induce desideri, il medium dello Spettacolo. I migranti che rifiutiamo sono l'immagine rovesciata del desiderio della società occidentale.
Il campo, ovvero il corpo clandestino.
(Marco Rovelli, dalle note allegate al cd)
Scheda canto
Autori testo: Marco Rovelli
Periodo: Il mondo "globalizzato" (1990 - oggi)
Anno: 2009
Lingua: italiano
Video: Guarda il video su YouTube (si apre in una nuova finestra)