Nel silenzio cittadino
nella notte fluorescente
misteriose e intabarrate
viaggian tre figure lente.
Stan seguendo una cometa,
la raggiungi e se ne va,
il suo nome fa paura,
l'han chiamata “libertà”.
E non è al di là del ponte,
da lì scendon rumorosi
i carri neri che fan fuoco
su quei pochi coraggiosi
che han deciso di riunirsi
mentre crollano le mura
con un mitra tra le mani,
ignorando la paura.
Con un canto silenzioso
nelle umide cantine,
nei solai e sottotetti,
nelle bettole, al confine
tra la luce e il buio pesto
della notte degli umani
viaggian lenti e intabarrati
con qualcosa tra le mani.
Silenziosi verso il ponte
come ombre tra i lampioni,
come lupi tra gli agnelli,
come i saggi fra i coglioni,
batte il cuore all'impazzata,
batte il passo verso il dramma,
tra le mani quel mistero
che rivelerà la fiamma.
Nella notte fluorescente
la cometa viaggia sola,
L’han lasciata alla sua strada
senza dire una parola
E hanno mosso il passo zitto
verso il fiume sotto il ponte,
Dal tabarro esce un coltello
per le gole che han di fronte.
Silenziose son le lame
che saettan nella notte,
Sentinelle che non vedon
fino a quando non li han sotto,
Sentinelle che non gridan
perché il sangue in gola strozza
Quell’allarme intrappolato
tra le spalle e testa mozza.
Cadon corpi presso l’acqua,
dalle mani esce il tritolo
Che i tre fissano ai piloni
due-tre metri sopra il suolo.
Dal tabarro esce un cerino
e nella notte fluorescente
S’ode un butto e c’è una luce,
e di quel ponte resta niente.
Misteriosi e intabarrati
i gappisti son distanti,
Mentre ormai attorno a loro
son già svegli tutti quanti;
Grida il popolo per strada,
da quel ponte vien la morte,
Ora che l’han devastato
lei ha braccia un po’ più corte.
Con un canto di trionfo
salgon su dalle cantine,
Dai solai e sottotetti,
oltrepassano il confine
tra la luce e il buio pesto
della notte degli umani
Tutti prendono coscienza
che il futuro è tra le mani. Canti simili
Fonte
tratto da "Canti rossi", 2020. La canzone ci è stata segnalata direttamente dal suo autore.
Informazioni
Tra i tanti canti partigiani tramandati, pochi o nessuno riguardano le vicende dei Gappisti, coloro che condussero la propria lotta in città. Il motivo si capisce facilmente: chi combatteva in città doveva restare nascosto, silenzioso, non poteva farsi identificare. A differenza di chi combatteva in montagna, non poteva quindi cantare per infondersi forza, per sentirsi parte di un gruppo. Nel suo piccolo, questa canzone vuole riempire questo vuoto con questa canzone, dedicata ai Gappisti. La canzone non racconta un episodio realmente accaduto, ma uno inventato, simile a tanti altri di cui si ha notizia dai libri di storia e dai racconti di chi c'era.
Scheda canto
Autori testo: Rocco Rosignoli
Periodo: Il mondo "globalizzato" (1990 - oggi)
Anno: 2020
Lingua: italiano
Tags: antifascisti
Video: Guarda il video su YouTube (si apre in una nuova finestra)