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Che cosa vogliamo

Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)

Scheda
Che cosa vogliamo Noi siamo da secoli calpesti e derisi Che cosa vogliamo
Noi siamo da secoli calpesti e derisi
perchè siam pecore, perchè siam divisi
ma un giorno, sia presto, faremo l'unione
allora i padroni avran da pensar

  Giuriam giuriam, padron non ne vogliamo
  Vogliamo la pace, la scienza, il lavoro
  La grande famiglia dell'umanità     
  Non più vagabondi che sfrutta con loro
  la razza dei ladri dispersa sarà

Vogliamo che la terra sia patria di tutti
che chi lavora raccolga i suoi frutti
E noi dai signori siam sempre sfruttati
ci han sempre rubato il nostro sudor

  Giuriam giuriam...

Fonte

AA.VV., Avanti popolo - Due secoli di popolari e di protesta civile, Roma, Ricordi, 1998

Informazioni

Nel "Canzoniere sociale illustrato di vari autori" di A. Frizzi, Edizioni popolari, 1908, questo canto è attribuito a Eusebio Bordel Marchetti (Desana Vercellese, 1871-?), membro della direzione del Partito Socialista e fondatore, nel 1901, della Federazione dei lavoratori del legno.
A commento di una versione raccolta nel 1960 da Jona e Liberovici, l'informatore Camillo Cerrati dichiarato di aver ascoltato per la prima volta questa canzone nel 1901.

Viene anche cantata sull'aria dell'Inno di Mameli, come parodia dello stesso.

Fonte: E. Jona, S. Liberovici, F. Castelli, A. Lovatto, "Le ciminiere non fanno più fumo - Canti e memorie degli operai torinesi, Donzelli 2008.

Scheda canto

Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)

Lingua: italiano

Tags: comunisti/socialisti

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