Noi siamo da secoli calpesti e derisi
perchè siam pecore, perchè siam divisi
ma un giorno, sia presto, faremo l'unione
allora i padroni avran da pensar
Giuriam giuriam, padron non ne vogliamo
Vogliamo la pace, la scienza, il lavoro
La grande famiglia dell'umanità
Non più vagabondi che sfrutta con loro
la razza dei ladri dispersa sarà
Vogliamo che la terra sia patria di tutti
che chi lavora raccolga i suoi frutti
E noi dai signori siam sempre sfruttati
ci han sempre rubato il nostro sudor
Giuriam giuriam... La
Noi siamo da secoli calpesti e derisi
Mi7
perchè siam pecore, perchè siam divisi
La
ma un giorno, sia presto, faremo l'unione
Mi7
allora i padroni avran da pensar
Re Mi7 La
Giuriam giuriam, padron non ne vogliamo
Re La
Vogliamo la pace, la scienza, il lavoro
Re Mi7 La
La grande famiglia dell'umanità
Re La
Non più vagabondi che sfrutta con loro
Re Mi7 La
la razza dei ladri dispersa sarà
Vogliamo che la terra sia patria di tutti
che chi lavora raccolga i suoi frutti
E noi dai signori siam sempre sfruttati
ci han sempre rubato il nostro sudor
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Fonte
Informazioni
Nel "Canzoniere sociale illustrato di vari autori" di A. Frizzi, Edizioni popolari, 1908, questo canto è attribuito a Eusebio Bordel Marchetti (Desana Vercellese, 1871-?), membro della direzione del Partito Socialista e fondatore, nel 1901, della Federazione dei lavoratori del legno.
A commento di una versione raccolta nel 1960 da Jona e Liberovici, l'informatore Camillo Cerrati dichiarato di aver ascoltato per la prima volta questa canzone nel 1901.
Viene anche cantata sull'aria dell'Inno di Mameli, come parodia dello stesso.
Fonte: E. Jona, S. Liberovici, F. Castelli, A. Lovatto, "Le ciminiere non fanno più fumo - Canti e memorie degli operai torinesi, Donzelli 2008.
Scheda canto
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: comunisti/socialisti
Video: Guarda il video su YouTube (si apre in una nuova finestra)