DAGLI AFFETTI E DAL LAVORO CI HAN BANDITI I PREPOTENTI
SU QUEST’ISOLE RIDENTI CI HAN VOLUTI CONFINAR
SOL PERCHE’ IN COR CI SPLENDE UNA FEDE E UNA SPERANZA
DI FRATERNA COMUNANZA, DI GIUSTIZIA E DI BONTA’
MA SE VINTI ADESSO SIAMO NON PER QUESTO MUTEREM,
L’IDEAl CHE PROFESSIAMO SEMRE IN CORE PORTEREM
NON CI SCUOTE E NON CI PIEGA IL TERROR DELL’OPPRESSIONE
NELL’ESILIO LA FAZIONE SI RITEMPRA SEMPRE PIU’
NOI VOGLIAMO LA RIBELLE CHE C’INFIAMMA IL NOSTRO CORE
NEL SUO MANTO DI SPLENDORE ‘LL’AVVENIRE ADDITERA’
ALLE PLEBI DELLA TERRA INVITANDOLE A PUGNAR
SGOMINANDO NELLA GUERRA IL SERVAGGIO SECOLAR
ALLE PLEBI DELLA TERRA INVITANDOLE A PUGNAR
SGOMINANDO NELLA GUERRA IL SERVAGGIO SECOLAR
Canti simili
Informazioni
Nel disco "Canti dei lager" di Sergio Liberovici si trova una registrazione eseguita da Silverio Pisu nel 1966. Nel testo compare un'altra canzone nota come "Al libro, all'aratro ed al martello" pubblicata da Catanuto e Schirone nel volume "Il canto anarchico in Italia", la cui melodia è ripresa da una canzonetta del 1920 cantata dal tenore Cav. Elpidio Gaiotto dal titolo "Mamma non l'amo più" ancora reperibile su Youtube.
Il canto dei confinati di Ustica 1927 eseguito dal Coro Ingrato si rifà all’aria del “Canto dei malfattori” in quanto nel materiale cartaceo sequestrato in quel tempo all’anarchico Boldrini e poi finito nell’archvio Centrale di Stato, l’autore aveva chiaramente indicato che la melodia che accompagnava il testo era proprio il Canto dei Malfattori.
Scheda canto
Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)
Anno: 1927
Lingua: italiano
Video: Guarda il video su YouTube (si apre in una nuova finestra)