Diciotto di novembre, è buio a Torvajanica
le 4 s'alza Isabella, ragazza un po' romantica
e se è domenica, non star a badar
come gli altri giorni devi lavorar
Prepara colazione per i quattro bambini
che ignari e sereni dormon nei lor lettini
bacia il suo amore disoccupà
poi bus e metro, traversa la città
Isabella lavora, lavora tutto il giorno
squisiti dolci escono fragranti dal suo forno
tutta la gente di quel quartier
“questa ragazza sa il suo mestier”
Da un po' però Isabella si sente un dolore
vorrebbe andare in fretta presto dal suo dottore
però rimanda , non si può fermar
la sua famiglia deve sfamar
Aveva gli occhi neri, parea una ragazzina
a trentaquattr'anni è morta , sola su una panchina
troppa fatica ce l'ha ammazzà
poi una medaglia le hanno dà
E voi politicanti coi vostri spread e pil
toglietevi il cappello , levatevi di qui
questa ragazza vi viene a dir
lo sfruttamento deve finir !
Viola Isabella non dimenticheremo
sei nostra sorella e ti vendicheremo
nostra vendetta sarà lottar
per dare al lavoro la dignità
nostra vendetta sarà lottar
che non sia più schiava l'umanità Canti simili
Informazioni
Testo che racconta della moorte per fatico di Isabella Viola, di 34 anni, avvenuta la mattina del 18 movembre nella metropolitana di Roma. Si canta sulla melodia de "Le ultime ore e la depcapitazione di Sante Caserio". E' stato composto da AnnaMaria Bragatto di Genova, e poi rielaborato collettivamente da un gruppo di lavoro durante la manifestazione "Almen nel canto non vogliam padroni", Crespi d'Adda - Capriate San Gervasio (BG),28 febbraio 2015
Scheda canto
Autori testo: Anna Maria Bragatto
Periodo: Il mondo "globalizzato" (1990 - oggi)
Anno: 2014
Lingua: italiano
Tags: lavoro/capitale, femministi, morti sul lavoro
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