Il sedici di maggio a prima sera
il tempo scuro e luna non ce n’era.
Gli empi scellerati e traditori
non vollero accendere i lampioni.
In paese quanto lutto c’era
quando arrivò la figlia povera creatura.
Padre mio come faccio adesso
ché bambina sono rimasta sola.
E don Lorenzo va a la sepoltura
accompagnato da tutta la Lega.
Accompagnato da tutta la Lega
ognuno restava con la lingua muta.
Ognuno restava con la lingua muta
alla vita di don Lorenzo ripensava.
Piangemmo tutti quanti i siciliani:
è morto il padre che difendeva il nostro pane.
Complici sono gli affittuari
ed anche gli agenti del municipio.
Ai potenti questo non andava giù
che don Lorenzo gli occhi ci aprisse.
E per avere il popolo aiutato
don Lorenzo finì ammazzato. Informazioni
Traduzione dal sito http://www.rosabalistreri.it/cdtds_ita/vinniacantari_ita/testopanepinto.htm