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O dura sorte, in cella

Lingua: italiano

Canto originale: O dura sorte, in cella (Sonetto sulla dignità del montagnino in cella) (sardo)

O dura sorte, in cella O dura sorte, in cella O dura sorte, in cella (Sonetto sulla dignità del montagnino in cella)
O dura sorte, in cella mi hai spinto
con quella tua mano poderosa,
mi tieni prigioniero come un soldato vinto,
estate autunno inverno e primavera.

Mi stai trattando come un uomo mediocre,
però non mi vedrai a fronte bassa;
l'uomo lo si vede nella difficoltà,
come dice un proverbio delle nostre parti;

non mi etti il morale in scompiglio,
anche se non mi fai mettere passo
fuori da questo perfido giaciglio;

né devi credermi basso di sentimenti,
ché sono figlio dell'alto Gennargentu,
il monte sardo superbo e grandioso.

Informazioni

Traduzione da Giuseppe Vettori, Canti del carcere, Roma, Newton Compton, 1976.