Dimmi, babbo, ma quand'è che passa
il venditore di sassolini
ché ne vorrei nelle mie scarpe
invece dei balocchi*
Io e le mie compagne di classe
non si capisce tutto,
perché dei grandi stronzi
fan del male dappertutto
perché i bambini di Belfast
e di tutti i ghetti
quando lanciano un sassolino
gli viene fatta la pelle
Io credevo che Davide e Golia
funzionasse ancora,
i più piccoli potevano giocarsela
senza essere i più morti
Dimmi, babbo, ma quand'è che passa
il venditore di libertà
ché ne ha dimenticata un casino
quando fa il suo giretto
Perché dei ragazzi crepan di fame
mentre noi soffochiamo
davanti alla TV, come dei cretini,
sotto tonnellate di cibarie
Dimmi, babbo, ma quand'è che passa
il venditore di tenerezza
se è sul marciapiede di fronte
digli di attraversar la strada
ché posso fregargliene un po'
per quelli che ne han bisogno,
ne ho avuta talmente tanta, babbo,
che ne posso dare a piene mani
Voglio dividere il mio Big Mac
con quelli che hanno fame,
voglio dare amore bello caldo
a quelli che non han più niente
E se questo vuol dire esser scemo
o essere un vero cristiano,
io me ne sbatto di tutte 'ste parole
voglio essere un vero essere umano
Dimmi, babbo, tutti 'sti discorsi
mi fanno male alle orecchie,
anche quelli che son pieni d'amore
è proprio la stessa identica cosa
Mi fa come dei buchi in testa,
mi rovina la vita e tutto quanto
vedere sul mio pianeta
Intifada e idioti** dappertutto
Dimmi, babbo, ma quand'è che passa
il venditore di sassolini
ché ne vorrei nelle mie scarpe
al posto dei balocchi
E, forse, ne lancerei anche
sulla tua chitarra,
se ti servi di me, coglione,
per cantare le tue cazzate
E, forse, ne lancerei anche
sulla tua chitarra,
se ti servi di me, coglione,
per cantare le tue cazzate.
(traduzione di Riccardo Venturi)