Venerdì undici di aprile
a Sant'Anastasia
ad un tratto un rumore
ho sentito, quanta paura!
Uscivo dal lavoro
nemmeno la forza di camminare
per la strada domandavo
che sarà questo rumore?
Alla Masseria dei Romano
una fabbrica è scoppiata
e la gente che scappava
e gli altri che piangevano
Chi andava e chi veniva
per la paura di nuove esplosioni
poi arrivato davanti al cancello
madonna, che macello|
Volli entrare dentro
e mi sentì svenire
per terra c'era una testa
e il corpo non lo aveva
Cammino, e quanta tristezza
mi giro e sopra la rete
due poveri operai
con le carni completamente bruciate
Quando arrivano i parenti
di quei poveretti
piangevano disperati
per i loro figli perduti
"il figlio mio dove sta?
aiutatemi a cercarlo
fatelo per pietà
deve stare per forza qua"
"Signora non urlate
che forse s'è salvato
e la mamma si butta
in terra per cercare di prenderlo
Sono stati dodici i morti
per le famiglie quanta disperazione
uno non s'è trovato
povera madre sconsolata
Sono arrivate le bare
e in chiesa siamo andati
per l'ultimo saluto
ai compagni sfortunati
Con le mani prendiamo
tutti questi telegrammi
sono lettere di condoglianza
mandate per educazione
A seppellirli li abbiamo accompagnati
con la rabbia in corpo
e su questi morti,
giuriamo, la dovete pagare
E chi va a lavorare
persino la morte deve affrontare
moriamo uno a uno
per colpa di questi padroni
Cosa dobbiamo aspettare
per condannare questi padroni
che ci fanno lavorare
con il pericolo di morire
Questa gente senza cuore
con la bandiera tricolore
cerca di riparare
tutti gli errori che fa
Ma voi non sapete
qual'è il nostro dolore
coprite con questo tricolore
questi dodici lavoratori
Ma noi l'abbiamo capito
cambiamo questi colori
prendiamo questi padroni
e mandiamoli affanculo.
E con la disperazione
di questi fascisti e questi padroni
facciamo un grande fuoco
E' certamente questo il momento
il momento di cambiare
la nostra guida è grossa
è la bandiera rossa
Compagni per lottare
non bisogna avere pietà
questa è la verità
il comunismo e la libertà