Affondo la zappa e apro il terreno
lo rivolto e lo rigiro per intere giornate,
e sotto l’acqua o sotto il sereno
zappo oggi e ci torno l’indomani .
Quanto più soffro, fatico e peno
tanto più il sudore si fa pane.
Ma ora le sementi sono perse
strappati dalla terra i contadini.
A ogni fossa un povero disgraziato
visto che la zappa è diventata becchino;
e lo sotterro io con le mie mani,
ora solo la morte io semino.
È diventato soldato il contadino,
Gorizia maledetta, che destino,
i porci grossi stanno sopra la lana,
e il poveretto è carne tritata. Informazioni
Traduzione di Francesco "Ciccio" Giuiffrida.