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Sulle mura di Civitella

Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)

Anno: 1862

Scheda
Sulle mura di Civitella Garibaldi fu ferite 1862 Sulle mura di Civitella
1. Garibaldi fu ferite
fu ferite in Aspromonte
lu purtavale scritte in fronte
chi ch'à state lu pagherà

Senti belle senti care
senti il fischio del vapor
ci imbarchiamo diretti ancora
per Venezia a cunsolà

Sulla mura di Civitella
ci pianteme una scalette
Garibaldi con la zappette
li ranturche va a rannà

Sulle mura di Civitella
ci piantiamo il cannone
Frenceschille nu berbone
lu vogliamo sott'a li piè.

2. Su lu forte de Civitelle
ce statave la cuelimbrine
e lu generale Sepine
ke la stave a huardeja'

Su lu Forte de Civitelle
si sentive sonare la bbande
kille sòne li brihande
ke si vole 'rrubare a mé.

Fonte

LP Camicia rossa-Antologia della canzone giacobina e garibaldina, 1979 - Dischi del Sole  DS 1117/19

Informazioni

Reg. di C. Bermani, 1966, Zaccheo, Teramo, inf. Giulia Di Marco, contadina.
1) La prima strofa ha avuto una notevole diffusione dopo il ferimento di Garibaldi sull'Aspromonte, il 29 agosto 1862, da parte delle truppe regie.
Il ritornello che segue la prima strofa ha probabilmente attinenza con la parola d'ordine fatta circolare durante la permanenza siciliana di Garibaldi nel luglio 1862: "A Roma e Venezia con Garibaldi". E l'imbarco cui si allude potrebbe essere quello effettuato a Catania la notte del 24 agosto, dopo che Garibaldi si era impadronito di un piroscafo italiano e di uno francese ed era salpato per la Calabria, sbarcando a Melito e proseguendo poi in direzione dell'Aspromonte.
L'accenno a Garibaldi che con la zappetta va a sarchiare il granoturco deve riferirsi al periodo successivo al 9 novembre 1860, quando si ritirò a Caprera, mentre gli ultimi versi si riferiscono all'assedio e alla resa, il 18 marzo 1861, del forte militare di Civitella del Tronto, ultimo baluardo della resistenza borbonica nel Regno delle Due Sicilie.
2) La colubrina di Civitella era molto famosa e di essa si raccontava che nei tempi passati avesse sparato sul mare Adriatico per tenere a bada i pirati. In alcune località dell'Abruzzo di una ragazza svelta, focosa, pericolosa si dice "Ddije! Che cuelimbrine!".

Scheda canto

Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)

Anno: 1862

Lingua: abruzzese

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