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Straniero

Autori: Alessio Lega

Periodo: Il mondo "globalizzato" (1990 - oggi)

Anno: 2000

Scheda
Straniero …E da una riva a un’altra riva 2000 Alessio Lega Straniero
E da una riva a un’altra riva
percorsi questo mare
Quando arrivai all’attracco 
e scesi a questo nuovo porto
E trascinavo la mia vita 
chissà per arrivare
Chissà per ritornare 
o non sentirmi ancora morto…

Sono venuto a ’sta città
Come straniero che non sa
Come un insulto al cielo nero
In questa pioggia ostile
Lo stile fosco dell’età
E la pietà per questa gente
In tutto questo niente, il vento
Che batte il mio pensiero
E me ne andrò, io mi dicevo
Di notte, come uno straniero
Andrò davvero io non devo
Niente a nessuno andrò leggero via.

Da marciapiede a marciapiede 
poi si disperde il sogno
Bisogna pur cedere al fondo 
un’ancora d’appiglio
Però io veglio inquieto ancora 
e traccio a questo stagno
Un punto di fuga 
che non sia famiglia, 
moglie o figlio mio

E così vivo in ’sta città
Come straniero che non parla
La lingua della società
Il tarlo nella perla
Sono straniero alla mia via
Mi sento ignoto anche agli specchi
Ai vecchi amici, a casa mia
A ciò che guardi o tocchi
Ho fiori secchi sul balcone
E la pensione per traguardo
Alzo lo sguardo a ogni stazione
Già certo del ritardo mio

Da vita a morte è solo storia 
di grottesca assenza
Di sete d’aria fresca e nuova 
e fame di vacanza
Così ogni tanto cerco attorno 
chi dallo sguardo fa sfuggire
Sul piombo grigio d’ogni giorno 
la voglia di partire

Siamo stranieri a ’sta città
Siamo stranieri a questa terra
A quest’infame e dura guerra
Alla viltà e al letargo
Prendiamo il largo verso altrove
Dove non seppellisci i sogni
Dove non inghiottisci odio
E arrivi a odiare i tuoi bisogni…
“O morte, vecchio capitano”
Salpiamo l’ancora, su andiamo
Inferno o cielo cosa importa
Da questa vita morta
Come straniero partirò
Senza più niente da sperare
Fra quattro assi e dieci chiodi
Vedi c’è odor di mare... e ciao

Fonte

Lega Alessio, CD Resistenza e Amore, Nota, 2004

Informazioni

"Bei tempi quelli in cui i vari Camus potevano discettare di estraneità come di una condizione esistenziale dell’uomo moderno. Oggi è molto se, dell’essere Straniero, non se ne occupi solo il codice penale. Io che sono un inguaribile nostalgico, anarco-conservatore, dedico alla questione qualche verso che vuole stare in bilico fra il significato esistenziale e quello politico. “O morte, o vecchio capitano” è una frase di Baudelaire." (Alessio Lega)

Da "Resistenza e Amore", Nota, 2004

http://www.alessiolega.it

Scheda canto

Autori testo: Alessio Lega

Periodo: Il mondo "globalizzato" (1990 - oggi)

Anno: 2000

Lingua: italiano

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