Padrone:
Contadino birbaccione
come è ver che son padrone
tu di certo voterai
pei partiti del governo
altrimenti avrai l'inferno
e con me avrai dei guai.
Contadino:
Lei mi vuole spaventare
so ben io per chi votare;
se io voto pel governo
starò male estate e inverno.
Per aver giorni men tristi
voterò pei comunisti.
Padrone:
Oh cattivo! Non lo fare
io t' ho dato da mangiare.
Contadino:
Ma son io che ho sudato
e se Lei ha ben mangiato
è perchè io ho lavorato.
Padrone:
Tu non sai la verità
il padron c'è sempre stato
e per sempre ci sarà.
Contadino:
Anche questo non è vero
guardi, guardi il mondo intero
dalla Russia fin Ia Cina
i padroni c'eran prima
ma da quando è andato su
il Partito Comunista
il padrone non c'è più.
Padrone:
Oh birbante! Questo vuoi?
Ma ti insegneremo noi
la ragione ed il dovere,
se avremo più potere.
Contadino:
Più potere voi bramate
e la legge truffa fate
per poterci comandare,
per non farci più parlare
per poterci derubare
per poterci ricattare
con lo sfratto e la disdetta.
Ma non abbia tanta fretta,
sor padrone, lei vedrà
che la truffa fallirà
e il governo non avrà
il percento di cinquanta
quindi è inutile che canta.
Voterem tutti compatti
pel Partito di Togliatti
e così non sarà guerra
nostra alfin sarà la terra
e se a lei anche dispiace
un governo avrem di Pace. Canti simili
Vi ricordate quel diciotto aprile
Lanfranco Bellotti
Arriba quemando el sol
Violeta Parra
Hasta siempre comandante
Carlos Puebla
Vento portami via a sinistra
G. Pappalardo
Informazioni
Di autore anonimo, tratto da un volantino (stampato a Pesaro presso la Soc. Tip. Nobili) diffuso dal PCI durante una campagna elettorale. Questo testo, grazie all'allusione alla "legge truffa" è databile senza dubbio alla campagna elettorale del 1953. (Corrado Lampe)
Scheda canto
Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)
Anno: 1953
Lingua: italiano