O mamma, mamma, mamma

O mamma, mamma, mamma, un po’ de compassione a tenemme qui in prigione tutta la notte e il dì, tutta la notte e il dì. Tutta la notte e il dine, tutte le settimane, co questa mia condanna pe’ di’ la verità, pe’ di’ la verità. La verità l’ho detta, che io non ne so niente, signor presidente metteteme a libertà, metteteme a libertà. Alla mattina bonora che viene il secondino mi apre il finestrino, mi porta da mangià, mi porta da mangià. C’una pagnota ‘e pane, c’una gavetta ‘e acqua, mi chiude l’uscio in faccia come io fossi un can, come io fossi un can. Co’ pulci, piocchi, cimici e piattole, ‘na quantità infinita, me scorre pe’ la vita nun me fa più campà, num me fa più campà.
Informazioni

Il canto è stato raccolto da S. Portelli (a questo link ulteriori informazioni e la possibilità di ascoltare parte della registrazione originale). Eseguito da Simone Colavecchi, si trova nel CD di Sara Modigliani Ma che razza de città, Materiali Musicali,  i CD de Il Manifesto, 2007.

 

 

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