"Mariolin, bella Mariolin,
Mariolin, bella Mariolin,
ma dove hai meso quel bambino che avevi?".
"Oi mama de la mi mama, l'ho getato in peschiera".
Ma dove l'hai meso quel bambino che avevi?
Oi mama de la mi mama, l'ho ietato in peschiera.
"Figlia mia, parla più pian;
e parla più piano che nesuno ti sente,
ti sente la giustisia e la ti vien viene a prendere".
Mentre faceva quei discorsi
sentivo dare d'un bussone alla porta:
la bella Mariolina cade a tera morta.
E l'hanno presa, l'hanno legà
e l'hanno legata con catene sicure,
la bella Mariolina l'è in prigioni scure.
"Mamma mia, vieni a slegar
e vien a slegare queste, dure catene".
"E chi ha fato il male sofrirano le pene".
"Mamma mia, portìm del pà,
portìm del pane e del'acqua ben fresca:
e l'aria dela prigione mi fa male ala testa". Canti simili
Fonte
Vettori Giuseppe, Canti del carcere, Roma, Newton Compton, 1976.
Informazioni
Canzone popolare del lombardo-milanese che racconta dei disagi e della tragicità della condizione della donna.
Scheda canto
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Tags: femministi