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La guardia rossa

Autori: Raffaele Mario Offidani

Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)

Scheda
La guardia rossa Quel che si avanza è uno strano soldato Raffaele Mario Offidani La guardia rossa
Quel che si avanza è uno strano soldato 
viene da Oriente e non monta destrier 
la man callosa ed il viso abbronzato 
è il più glorioso fra tutti i guerrier.
 
 Non ha pennacchi e galloni dorati 
 ma sul berretto scolpiti e nel cor 
 mostra un martello e una falce incrociati
 gli emblemi del lavor   
 viva il lavor. 

  È la guardia rossa 
  che marcia alla riscossa 
  e scuote dalla fossa 
  la schiava umanità. 

Giacque vilmente la plebe in catene 
sotto il tallone dei ricco padron 
dopo millenni di strazi e di pene 
l'asino alfine si cangia in leon. 

 Sbrana furente il succhion coronato 
 spoglia il nababbo dell'or che rubò 
 danna per fame al lavoro forzato 
 chi mai non lavorò 
 non lavorò. 

  È la guardia rossa...

Accorre sotto la rossa bandiera 
tutta la folla dei lavorator 
rimbomba il passo dell'immensa schiera 
sopra la tomba di un mondo che muor. 

 Tentano invano risorgere i morti 
 tanto a che vale lottar col destin 
 marciano al sole più ardenti e più forti 
 le armate di Lenin 
 viva Lenin. 

  È la guardia rossa...

Quando alla notte la plebe riposa 
nella campagna e nell'ampia città 
più non la turba la tema paurosa 
del suo vampiro che la svenerà. 

 Ché sempre veglia devota e tremenda 
 la guardia rossa alla sua libertà 
 la tirannia cancrenosa ed orrenda 
 più non trionferà 
 trionferà. 

  Ché la guardia rossa 
  già l'inchiodò alla fossa 
  nell'epica riscossa 
  dell'umanità. 

Fonte

Spartacus Picenus, Canti comunisti, Milano, Edizioni del Calendario del Popolo, 1967

Scheda canto

Autori testo: Raffaele Mario Offidani

Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)

Lingua: italiano

Tags: comunisti/socialisti

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