Troppo spesso ti sento accusare,
sento dire che hai colpa di tutto,
tu, o cara, che invece, modesta,
stai serena e non drizzi la testa.
La cacca.
Siamo noi che da sempre sprechiamo
di te, cara, lo splendido nome,
quando, a forza, appiopparlo vogliamo
ad un Nixon, un Agnelli, un padrone.
La cacca.
E tu, cara, che male ci hai fatto,
tu, pacifica e in tutto pudore,
tu, che noi abbiamo costretto
ad esprimere il nostro furore?
La cacca.
Il furore allo sbirro cha attacca,
ai cialtroni nascosti e palesi,
ai padroni, agli sporchi borghesi,
perchè mai accostarlo a te, cacca?
A te, cara, che in uttta coscienza
dai sollievo e non fai mai violenza,
che fra le opere umane, in natura,
sei de sempre, si sa, la più pura.
La cacca.
Allo sbirro che sempre ci attacca,
ai padroni ed agli imperialisti,
è sbagliato accostare la cacca.
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Fonte
Della Mea Ivan, La balorda, Vedette Zodiaco, 1972
Informazioni
E' un blues esilarante, penultima canzone dell'album "La balorda", del 1972. (Salvo Lo Galbo)
Scheda canto
Autori testo: Ivan Della Mea
Periodo: La contestazione e i movimenti di liberazione (1967-1979)
Anno: 1972
Lingua: italiano
Tags: satirici
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