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I treni per Giovanna Marini

Autori: Alessio Lega, Giovanna Marini

Periodo: Il mondo "globalizzato" (1990 - oggi)

Anno: 2024

Scheda
I treni per Giovanna Marini E andavo con il treno nella Capitale per una strana sorta di funerale 2024 Alessio Lega, Giovanna Marini I treni per Giovanna Marini
E andavo con il treno nella Capitale per una strana sorta di funerale
E per dire che la morte non è mai un finale
E per sottolineare che nel collettivo perdi il tuo ego soggettivo
Seminando nel vento ciò che è ancora vivo

Il treno non parte dalla stazione, tutti guardano il cellulare
Atterriti si volgono al tabellone, non si stanno neanche a lamentare

Si annunciano ritardi indefiniti forse è vano stare ad aspettare…
Si parla di una linea che è saltata, di uno scambio tutto da rifare
Il treno che veniva è ora fermo a Salerno, c’è chi dice l’ha inghiottito l’inferno
E lo sguardo dei turisti giapponesi disperato vaga tutt’attorno

Bigliettai, responsabili e macchinisti non si fanno neanche più vedere
La gente s’è sdraiata sui bagagli, le valige sotto il sedere

Dormono dormono senza reazioni, e si affidano soltanto al destino
Non si parla di rivolte di rivoluzioni, e neppure di riprendere il cammino
Afferrare il tempo perduto con la fronte appoggiata al finestrino
Per cercare una stella nella notte che ci guidi fino al mattino

Famiglie disperate senza soldi, seppellite in una gabbia di rancore
Odiano i più poveri di loro, ma rimangono ad aspettare

Per un certificato mesi interi, anni e anni per un posto all’ospedale
Per la visita ambulatoriale si aspetta fino all’anno bisestile
Con il ticket te la puoi scordare, col privato fai in un paio d’ore
Ma restano ottusi, illusi e scontenti ad odiare tutti i migranti…

I fascisti arrivano al potere assieme ai razzisti della lega
Ma i treni non partono in orario: sono proprio una mezza sega!

Ma individuata una stazione dallo squarcio restato sopra il muro
Da un orologio sempre fermo e dall’ombra proiettata sul futuro
Il treno se Dio vuole è partito, Milano, Bologna poi Roma
La stagione col clima impazzito ha ridotto la campagna in coma

Dal tetto di una casa una signora bassa fa le corna e alza una mano
Tanto non è più reato fare il saluto romano

Ma i braccianti senegalesi dal fango con i magrebini
Li ho sentiti cantare un canto di lavoro come Giovanna Daffini
La morte sotto al camion dei crumiri al picchetto del supermercato
Che diceva di svegliare tutti i figli: cara moglie mica t’ho scordato

Sapesse contessa della prima classe che il treno alla fine è arrivato
Con la faccia da funerale sono sceso e mi sono avviato

E nel cortile c’era un po’ paura, la canzone non riusciva a partire
Ma quelli di Testaccio hanno fatto il coro e la banda si è mossa impalpabilmente
Ha preso coscienza è spessore
Si è levato come un canto di lotta, s’è levato come un canto d’amore

Volavano musica e parole diventavano una sola voce
C’è sempre qualcuno che resiste anche nel tempo più atroce
Gli operai alla GKN che si prendono la fabbrica per loro
Gli studenti negli atenei che chiedono la pace in coro

Nel silenzio dei disillusi, nel sonno degli indifferenti
I canti volavano ancora come pugni contro i potenti

Alla sera il cielo era rischiarato non sembrava manco un funerale
I compagni cantavano assieme, sembrava arrivato Natale
Alla sera il cielo era rischiarato come il sogno di una cosa
Non sembrava morto nessuno, sembrava nata qualcosa…

Informazioni

"Il 26 maggio c’era a Roma - nella Scuola Popolare di Musica di Testaccio - una sorta di cerimonia di laico saluto per Giovanna Marini. Mi chiamano, vado. Alla Stazione Centrale di Milano il treno preannuncia dai 50 ai 100 minuti di ritardo. Nello sconforto generale mi viene da pensare ad altri treni, ad altri passeggeri, ad una canzone ed a Giovanna. E così un gioco di ri-scrittura della sua canzone più celebre “I treni per Reggio Calabria” si è trasformato nel mio saluto a Giovanna, eseguito quella sera stessa.
Quello che segue è il mio testo. Quei matti che numerosissimi erano lì, mi hanno tributato une serie di ovazioni che mi ha reso più difficile concludere, più facile la commozione, più vera la speranza" (Alessio Lega)

Scheda canto

Autori testo: Alessio Lega

Autori musica: Giovanna Marini

Periodo: Il mondo "globalizzato" (1990 - oggi)

Anno: 2024

Lingua: italiano

Video: Guarda il video su YouTube (si apre in una nuova finestra)