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Figli dell'officina

Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)

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Figli dell'officina

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Figli dell'officina
o figli della terra,
già l'ora s'avvicina
della più giusta guerra,
la guerra proletaria,
guerra senza frontiere,
innalzeremo al vento
bandiere rosse e nere,

 Avanti, siam ribelli,
 fiori vendicator
 un mondo di fratelli
 di pace e di lavor.

Dai monti e dalle valli
giù giù scendiamo in fretta,
con queste man dai calli
noi la farem vendetta;

del popolo gli arditi,
noi siamo i fior più puri,
fiori non appassiti
dal lezzo dei tuguri.

 Avanti, siam ribelli...

Noi salutiam la morte,
bella vendicatrice,
noi schiuderem le porte
a un'era più felice;

ai morti ci stringiamo
e senza impallidire
per l'anarchia pugnamo;
o vincere o morire,

 Avanti, siam ribelli...

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Fonte

AA.VV., Avanti popolo - Due secoli di popolari e di protesta civile, Roma, Ricordi, 1998

Informazioni

Legato all’epopea degli “Arditi del Popolo”, il canto, molto noto, è stato ideato da Giuseppe Raffaelli e scritto da Giuseppe Del Freo su una musica probabilmente cantata in artiglieria.
Questo canto è tra i più diffusi nel movimento dei lavoratori ed ha subito diverse varianti a seconda dell’organizzazione politica che lo ha utilizzato durante la lotta partigiana (ad esempio “libere bandiere” al posto di “bandiere rosse e nere”).

Da acrataz.oziosi.org (non più online).

Scheda canto

Periodo: L'Europa e il mondo tra le due guerre (1919-1938)

Lingua: italiano

Tags: anarchici, antifascisti, comunisti/socialisti

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