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Ero un consumatore

Autori: Fausto Amodei, Cantacronache

Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)

Anno: 1960

Scheda
Ero un consumatore Ero un bravo cittadino senza ubbie e badavo solamente a cose mie 1960 Fausto Amodei, Cantacronache Ero un consumatore
Ero un bravo cittadino senza ubbie
e badavo solamente a cose mie:
davo il voto a chi sedeva già al potere
per timor d'avere qualche dispiacere;
concordavo col padrone e la Questura
su un progresso senza l'ombra d'avventura.
La mia pace fu, però, pregiudicata,
per il fatto che mi piace l'insalata.

 La condivo con genuino olio d'olivo;
 ero ignaro ch'era olio di somaro,
 messo insieme a carogne di balene;
 l'olio è sterilizzato,
 contraffatto e adulterato,
 reni, fegato e budella mi schiantò.

Per escludere del tutto dai miei pasti
il pericolo di condimenti guasti,
fui costretto a eliminar dalla cucina
burro, lardo, grasso, strutto e margarina.
Ed a forza di pensare, infine volli
far la prova di mangiare solo polli:
polli lessi, fatti in pentola, alla buona,
con dell'acqua, sale, pepe e qualche aroma.

 Ma i pollastri son più grassi se li  castri,
 e i capponi son castrati con gli ormoni,
 che son cose sempre un po' pericolose,
 tant'è vero che io, adesso,
 sono lì per cambiar sesso
 e una femmina tra un po' diventerò.

Abitavo in un moderno appartamento
con struttura "a faccia vista" di cemento,
marmo rosa nel soggiorno e nell'ingresso
e mosaico rosso e verde dentro il cesso;
il mobilio, per mio gusto personale,
era in stile barocchetto e chippendale,
ma convenni, poi, con grossa delusione,
che l'alloggio era di speculazione.

 L'impresa, per ridurre un po' la spesa,
 ha messo, anziché cemento, gesso;
 con cura ha ridotto l'armatura
 e così l'appartamento
 con struttura di cemento
 una notte sulla testa mi crollò.

*

E così, per questa storia sfortunata,
mi trovai colla salute rovinata,
e mia moglie mi privò del proprio affetto
e restai senza famiglia e senza tetto;
immerso in una gran disperazione,
cercai conforto nella religione,
sperando di ottener consolazione
in atti di profonda devozione.

 Ma, pensate!
 Le candele eran truccate:
 dopo un poco non facevano più fuoco.
 Che disdetta! Anche l'acqua benedetta
 era stata mescolata
 con dell'acqua sconsacrata
 che, per sempre, la mia anima dannò.


*
Fui convinto d'aver perso la partita,
non cercai più alcun conforto, dalla vita;
mi decisi, lì per lì, di farle corte,
e cercare quel conforto dalla morte.
Sono andato in farmacia una mattina,
ho comprato mezzo chilo di stricnina,
poi mi son nascosto, presso il Cimitero,
e ho mangiato il mezzo chilo, tutto intero.

 Or saprete come mai qui mi vedete,
 ben vivo, sano, trullare e giulivo:
 per dire come tutto andò a finire
 la stricnina ingurgitata
 era stata adulterata
 e soltanto una diarrea mi procurò.

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Fonte

Jona Emilio, Straniero Michele L., Cantacronache - Un'avventura politico-musicale degli anni cinquanta, Torino, Crel, 1996

Scheda canto

Autori testo: Fausto Amodei, Cantacronache

Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)

Anno: 1960

Lingua: italiano

Tags: satirici

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