Al confine

Al confine

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Maledetto il dio di sangue cieco e desolato legione di miserie ben misero peccato che non scioglie lingue pietra nera dentro il cuore ed impone il suo deserto in assenza di parole Maledetto quello sguardo opaco di dolore che ha scelto di imbottirsi del suo dio sterminatore e ha sciolto nel suo grembo infecondo e inconsolato chi gioiva della vita e dalla vita era abbracciato Maledetti i presidenti senza cuore e troppi nervi che fan strame della gente grazie a tutti i loro servi e con mani inanellate e il sigillo della morte benedicono macelli e si chiamano fratelli Dove ritroveremo il rosso dei nostri passi dove riascolteremo il verde di quel silenzio dove il giallo del grano ci illuminerà domani ora che siamo vento, radici, echi lontani Sui nostri passi adesso verrà un altro cammino Il nostro sguardo è il vostro, vostro è il nostro destino E il sole non smette mai di far luce all'orizzonte il vento soffierà sempre dalla cima di un monte Benedetto sia chi ascolta e sta all'erta se luce viene chi ascolta le voci vinte e riscatta le catene e da casa si mette in viaggio perché un battito di ciglia è lo spazio dell'universo, il tempo di una meraviglia Benedetto sia chi lotta e ride di bellezza che conserva dentro il pugno tutta la sua giovinezza che seppellirà quel dio bavoso e indemoniato e non ci sarà che vento che la terra avrà liberato Benedetti quei ragazzi che andavano al confine per oltrepassare i limiti di tutte le paure per leggere il futuro, e donarlo ai loro eguali e nonostante tutto sono loro gli immortali
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da "Portami al confine" - 2019

Scheda del canto
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Roberto Deiana

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