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Venne chi venne

Lingua: italiano

Canto originale: Vinni cu' vinni, e cc'è lu triculuri (siciliano)

Venne chi venne Venne chi venne Vinni cu' vinni, e cc'è lu triculuri
Venne chi (colui che) venne e c’è il tricolore,
vennero mille famosi guerrieri,
venne Garibaldi il liberatore
che nel suo cuore paura non tiene.

Ora sì ch’è finito Cicco Borbone,
la terra gli si è aperta sotto i piedi:
fu per quest’uomo fatato 
che la Sicilia è tornata libera.

Ah, com’è bello Garibaldi che mi pare
san Micheluzzo Arcangelo davvero.
La Sicilia è venuto a liberare,
a vendicare coloro che son morti.

È finito il tempo dell’ipocondria,
è venuta la pace e siamo allegri tutti,
se n’è andato lo sbirro che in guerra ci teneva:
poveri noi com’eravamo ridotti.

Ma la Sicilia che re lo faceva, 
con Garibaldi le trame gli ruppe.
Va, schiatta e muori con l’idropisia
e compiaciti di quelle belle truppe.
	
Ah, com’è bello Garibaldi che mi pare
san Micheluzzo Arcangelo davvero.
Quando guarda Gesù Cristo pare,
quando comanda davvero Carlo Magno.

Amaro Francesco, poveretto,
e chi gliel’ha portata questa mala-nuova?
È stato Garibaldi il martello
ch’è uscito in quinta e gli ha ripassato i chiodi.

Gli ha portato le truppe al macello,
ora lo vede a che punto si trova.
Maestà, quando è il tempo della malora
chi c’è l’ha le sa pianga la sventura.

Venne chi venne e c’è il tricolore,
vennero mille famosi guerrieri,
venne Garibaldi il liberatore
che nel suo cuore paura non tiene.

Informazioni

Traduzione di Mimmo Mòllica