Non avete richiesto né la gloria né le lagrime \
né il suono dell’organo, né la preghiera degli afflitti \
come son passati veloci già 11 anni \
v’eravate semplicemente serviti delle vostre armi \
La morte non offusca gli occhi dei partigiani
I vostri ritratti erano sui muri delle nostre città \
barba nera, minacciosi e irsuti, nottetempo \
il manifesto che pareva una macchia di sangue \
perché i vostri nomi eran difficili da pronunciare \
cercava proprio di far paura ai passanti
Pare proprio nessuno volesse vedervi come francesi \
la gente passava senza neanche guardarvi, di giorno \
ma all’ora del coprifuoco delle dita erranti \
avevano scritto sotto le vostre foto: MORTI PER LA FRANCIA.
Ed i mattini tetri ne risultavano cambiati \
tutto aveva il colore uniforme della brina \
a fine febbraio, per i vostri ultimi momenti \
ed è allora che uno di voi disse, calmo \
Buone cose a tutti, Buone cose a quelli che sopravviveranno \
muoio senza provare odio per il popolo tedesco
Addio al piacere, alla pena, alle rose \
addio alla vita, addio alla luce ed al vento \
Sposati, sii felice, pensa spesso a me \
tu potrai vivere nella bellezza delle cose \
quando tutto sarà finito, un giorno, a Erevan*
Un gran sole d’inverno illumina la collina \
Com’è bella la natura, come mi spacca il cuore\
ma verrà la giustizia, sui nostri passi trionfanti \
Melina** amore mio, orfana mia /
ti dico: vivi, fa’ un bambino!/
erano 23 quando fiorirono i fucili \
23 col loro cuore in anticipo sui tempi\
23 stranieri, eppure fratelli nostri\
23 innamorati da morire della vita \
23 che cadendo inneggiarono alla Francia
*[capitale dell’Armenia, terra d’origine di Manuscian]
**[la compagna di Manouscian]