La Vedova nei pressi della prigione
In un oscuro magazzino dimora.
Non esce mai di casa,
Se non per la morte di un bandito.
Nella vettura di gala,
Cui la folla fa ala,
Arriva, non lungi da lì,
E, triste, prende posto in piazza.
Con un'aria da funerale,
Piova, geli o tiri vento,
Si veste lentamente,
La Vedova.
I testimoni, il prete e la Legge,
Tutto è gia pronto per le nozze.
Ogni oggetto trova il suo ruolo:
Il furgone nero è la carrozza,
Ogni accessorio è necessario:
I due cavalli per il viaggio,
E il paniere pieno di fieno
È il bouquet della sposa.
Allora, tendendo le braccia rosse,
Agghindata e rimessa a nuovo,
Aspetta il suo nuovo sposo,
La Vedova.
Ecco arrivare il promesso,
Dritto dal Braccio della morte!
Chiamando il maschio che aspetta
La Vedova gli si offre vezzosa.
Mentre la folla attorno guarda,
rabbrividisce e trema.
In un accoppiamento orrendo
L'uomo gracida l'ultimo affanno.
Perché i suoi amanti, battendo i denti,
Uccisi al primo amplesso,
Non giacciono che una volta con
La Vedova.
Cinica, sotto l'occhio dei guardoni,
Come alla toilette una ragazza.
La Vedova si lava con getti d'acqua,
Si sveste e si strucca.
Impassibile fra le grida
Ritorna nella sua oscurità,
Dei suoi tanti mariti
Porta un lutto color rosso.
Salendo sulla sua vettura,
Mostro orrendo che l'uomo abbevera,
Torna a smaltire l'ebbrezza di sangue,
La Vedova.
(traduzione di Alessio Lega, integrata da Riccardo Venturi)