La mia famiglia era povera,
alla tenerà età di dodici anni
fui venduta ad una fabbrica...
Fui portata via con parole
che suonavano dolci.
Il mio denaro fu rubato e sperperato.
Ignara della durezza del futuro,
mi tuffai nel vento.
Eccitata io arrivai al cancello,
dove mi inchinai al guardiano,
fui portata immediatamente nel dormitorio,
dove mi inchinai al capo della camerata.
Subito dopo mi condussero
all' infermeria dove rischiai la vita
per una visita medica.
Finalmente mi accompagnarono in mensa,
dove chiesi cosa ci fosse per pranzo.
Mi dissero che c'era riso
di qualità inferiore misto a sabbia.
Noi, amici, siamo disgraziate,
separate dalla nostra casa,
in un luogo straniero,
stipate in un dormitorio miserabile
svegliate alle quattro e mezza di mattina,
non mangiamo fino a che non suonano le sei,
ci vestimo alla terza camapana,
sorvegliate minacciosamente dai direttori
e dai capi officina,
usate dall'ispettore.
Come siamo disgraziate!
(traduzione a cura di Violadelpensiero)