Adornano generosamente il muro
venti bandiere rosse riunite,
nascondono i fori della mitraglia
da cui i vinti furono crivellati.
Molto più bella dei monumenti
sulle tombe che costruì l'orgoglio,
l'erba copre la sepoltura
dei morti inumati senza bara.
Questo tappeto d'erba, che il sole indora,
quando maggio sorge dalle selve ridestate,
questo muro che la storia decora,
che sanguina ancora,
è il monumento funebre
dei fucilati (bis).
Attorno questa tomba senza fregi,
il proletario, sprezzando le leggi,
degli eroi del Settantuno
ascolta cantare le imprese.
E' la tempesta o è l'onda
che monta, all'assalto d'uno scoglio?
E' la gran voce della folla
che consola i morti senza bara.
Ascolta, buon borghese che tremi:
piangendo coloro che credevi dimenticati,
il popolo intero si aduna
e insieme viene
presso il monumento funebre
dei fucilati (bis).
Lupi della Settimana di sangue,
sappiatelo, l’agnello ricorda.
Del popolo la giustizia è lenta,
è lenta, ma viene!
Il figlio farà come il padre,
la vendetta è in agguato al varco,
temete di veder uscir dalla terra
i morti sepolti senza bara.
Tremate! I leoni, istigati,
mordono quando sono svegliati!
Fiore rosso schiuso tra il muschio,
l'vvenire già preme
sul monumento funebre
dei fucilati(bis).
(traduzione a cura di Violadelpensiero)
Il monumento funebre dei fucilati
Lingua: italiano
Canto originale: Le tombeau des fusillés (francese)