Grazie alla vita, che mi ha dato tanto,
mi ha dato due occhi, che quando li apro
distinguo perfettamente il nero dal bianco
e nel cielo alto il suo sfondo stellato
e, in mezzo alla folla, l'uomo che amo.
Grazie alla vita, che mi ha dato tanto,
mi ha dato l'udito, che in tutta la sua ampiezza
percepisce, notte e giorno, grilli e canarini,
martelli, turbine, latrati, temporali
e la voce così dolce del mio caro amato.
Grazie alla vita, che mi ha dato tanto,
mi ha dato la parola e l'alfabeto,
con esso i vocaboli che penso e pronuncio:
madre, amico, fratello, e luce che illumina
il cammino dell'anima di colui che amo.
Grazie alla vita, che mi ha dato tanto,
mi ha dato il cammino dei miei piedi stanchi,
con essi ho attraversato città e pozzanghere,
spiagge e deserti, montagne e pianure
e la tua casa, la tua strada e il tuo cortile.
Grazie alla vita, che mi ha dato tanto,
mi ha dato il cuore, che scuote il suo scrigno
quando ammiro i frutti della mente umana,
quando osservo il bene, così distante dal male,
quando vedo il fondo dei tuoi occhi chiari.
Grazie alla vita, che mi ha dato tanto,
mi ha dato il sorriso e mi ha dato il pianto,
così io distinguo la gioia dalla tristezza,
i due temi che danno forma al mio canto
e al vostro canto, che è il mio stesso canto
e al canto di tutti, che è anche il mio canto.
Grazie alla vita, che mi ha dato tanto! Informazioni
Traduzione realizzata da Ferdinando Panzica.
Se si intende utilizzarne una riproduzione al di fuori di questo sito, si prega di citarne l'autore.