Salta al contenuto

Stornello livornese

Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)

Scheda
Stornello livornese Tonino che tornò da Barlassina Stornello livornese
Tonino che tornò da Barlassina
portommi un fiorellin di due colori
Il giallo, un'itterizia malandrina
il nero, il lutto delli nostri cori
Io v'unirò una zampa di pollina
usa a raschiar ne'più fetenti odori
E gli dirò che il dindio, il giallo e il nero
emblema son d'un aborrito impero
E gli dirò che il dindio il nero e il giallo
treman perché l'Italia torna in ballo
E gli dirò che il nero il giallo e il pollo
adranno quanto prima a rompicollo 

Fonte

Pardo Fornaciari

Informazioni

Riportato da Pietro Martini "Diario livornese" ed. 1961, p.30-31, che ne dice "Gruppi di giovani entravano nel caffé e sbirciato un codino o un retrogrado, gli declamavano o gli cantavano sulla ghigna questa parodia d'uno stornello a imitazione di quelli del Dall'Ongaro". L'autore visse tutta la fase repubblicano-rivoluzionaria livornese della primavera 1849, fino alla difesa del 10-12 maggio, all'ingresso degli Austroungarici in città ed alle stragi successive.
Si canta sull'aria di "E cinquecento catenelle d'oro". La "zampa di pollina" (o meglio: da pollina) è una zampa di pollo con cui si rimesta il guano del pollaio; il dindio è il tacchino. Notevole il fatto che l'aquila imperiale venga chiamata tacchino, proprio come più tardi venivan chiamati tacchini gli emblemi dell'impero italiano, sotto il fascio.

Scheda canto

Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)

Lingua: toscano