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Se il cielo fosse bianco di carta

Autori: Ivan Della Mea

Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)

Anno: 1965

Scheda
Se il cielo fosse bianco di carta Se il cielo fosse bianco di carta e tutti i mari neri d'inchiostro 1965 Ivan Della Mea Se il cielo fosse bianco di carta
Se il cielo fosse bianco di carta
e tutti i mari neri d'inchiostro
non saprei dire a voi, miei cari,
quanta tristezza ho in fondo al cuore,
qual è il pianto, qual è il dolore
intorno a me.

Si sveglia l'alba nel livore
di noi sparsi per la foresta,
a tagliar legna seminudi,
coi piedi torti e sanguinanti;
ci hanno preso scarpe e mantelli,
dormiamo in terra.

Quasi ogni notte, come un rito,
ci danno la sveglia a bastonate;
Franz ride e lancia una carota
e noi, come larve affamate,
ci si contende unghie e denti
l'ultima foglia.

Due ragazzi sono fuggiti:
ci hanno raccolto in un quadrato,
uno su cinque han fucilato,
ma anche se io non ero un quinto
non ha domani questo campo...
ed io non vivo...

questo è l'addio
a tutti voi, genitori cari,
fratelli e amici,
vi saluto e piango.
Chaïm. 

Fonte

Vettori Giuseppe, Canzoni italiane di protesta 1794 - 1974, Roma, Newton Compton, 1975

Informazioni

Dalla lettera di addio del giovanissimo Chaim, prigioniero nel campo di Pustkòv, uscita dal lager grazie all'aiuto di un contadino. "Se il cielo fosse bianco di carta"  è espressione derivante dal Talmud

Fonte

Scheda canto

Autori testo: Ivan Della Mea

Periodo: La ricostruzione e il boom economico (1946-1966)

Anno: 1965

Lingua: italiano

Tags: antifascisti, carcere, campi di concentramento

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