Quanti occhi nella mente,
quante cose a cui pensare,
mi convinco, sono vere,
mi convinco, son da dire:
Occhi grandi, occhi di bimba,
son di donna, son di madre,
solo oggi io vi guardo:
siete stanchi di subire.
Solo oggi, lo ripeto,
ho capito il problema,
son contenta anche se, è vero
non è bello per davvero,
e la bambola di pezza
l'ho gettata nel camino
provocando confusione
a chi stava vicino.
Confusione, confusione...
ma ho provato ben di peggio,
proprio io il terremoto
ho sentito nella testa:
terremoto, terremoto
quando ho visto quella donna
che urlava in sala parto
per avere vostro figlio;
terremoto, terremoto,
quando ho visto quella donna
che non era più sincera
per paura del suo sesso;
terremoto, terremoto,
quando ho visto quella bimba
che per esser più sicura
imitava suo fratello.
Quanti occhi nella mente,
quante cose a cui pensare,
mi convinco, sono vere,
mi convinco, son da dire:
Occhi grandi, occhi di bimba,
son di donna, son di madre,
solo oggi io vi guardo:
siete stanchi di subire.
Ma son contenta e son sicura
di non essere più la sola
che lottando vuol cambiare
questa farsa del capitale.
Ma son contenta e son sicura
di non essere più la sola
che lottando vuol cambiare
questa farsa del capitale.
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Fonte
Currà A., Vettori G., Vinci R., Canti della protesta femminile. Contributi alla presa di coscienza d'una nuova cultura rivoluzionaria, Newton Compton Editori, Roma 1977
Informazioni
L'autrice, femminista torinese, lavorava nel Consultorio (autogestito) per la salute della donna, del Comitato di quartiere San Donato, e faceva parte del Circolo Gianni Bosio di Torino. La canzone apparteneva al repertorio del Canzoniere Popolare di Torino, di cui l'autrice faceva parte.
Scheda canto
Autori testo: Patrizia Aguiari
Periodo: La contestazione e i movimenti di liberazione (1967-1979)
Lingua: italiano
Tags: femministi