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Merica, Merica

Periodo: La contestazione e i movimenti di liberazione (1967-1979)

Scheda
Merica, Merica Cari fratelli ora state a sentire, che molti braccianti l’Italia abbandonan Merica, Merica
Cari fratelli ora state a sentire,
che molti braccianti l’Italia abbandonan,
lasciando la terra e l’aria si bona
andare in America a lavorar.
Ben si guadagna al giorno sei lire,
vestiti leggeri ma ben casermati,
soggetti ai padroni coma i soldati
se ben si fatiga c’è più libertà

 Merica, Merica, Merica
 Merica, Merica, Merica
 Merica, Merica, Merica
 Merica…a lavorar!
 Merica…a lavorar!
 Merica…a lavorar!

Il viaggio ci costa, ma è tutto pagato,
chi attende da Italia i lavoranti,
paga già prima in buoni contanti
se vuol nostre braccia per lavorar.
L’America è grande ben più dell’Italia,
le terre son boschi, arene e vallate,
per quanti ci vanno son già preparate
le squadre in colonia per lavorar.

 Merica, Merica...

Fatica, lavora e mai non si stanca,
che ricco e istruito ben presto sarai,
così dall’America scorda i tuoi guai,
e torni con l’oro i fondi a comprar.
Io lascio la casa, io lascio l’amante
viaggio per terra e anche per mare,
se dall’america posso tornare,
lo giuro non voglio mai più lavorar.

 Merica, Merica...

Informazioni

Canzone composta da due parti: la prima (testo di anomino e musica di Cantovivo) è la presentazione dell'America come paese ideale, la Mecca del proletariato; la seconda (raccolta a Sertegno da M.A. Spreafico) è la forzata sopravvivenza degli emigranti in quella terra di sogni e di chimere.

(Maria Rollero) 

Scheda canto

Periodo: La contestazione e i movimenti di liberazione (1967-1979)

Lingua: italiano

Tags: lavoro/capitale, emigrazione

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