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La Maria Antonia

Autori: F. Dall'Ongaro

Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)

Scheda
La Maria Antonia Il dì ch'io tornerò ne' mi' paesi mi rivedran ne' mie' sembianti veri F. Dall'Ongaro La Maria Antonia
GRANDUCHESSA: 				
Il dì ch'io tornerò 
ne' mi' paesi		
mi rivedran 
ne' mie' sembianti veri		
Vo'colle trecce 
delle  livornesi			
farmi le materassa 
e gli origlieri		
Sopra il trofeo 
dei miei diritti offesi		
avrò sogni più dolci 
e lusinghieri		

Io le farò tosar 
da' mi' croati			
come barboni 
'un furon mai tosati		

POPOLANA:
Altezza queste trecce 
o nere o bionde
l'abbiam già tronche 
noi di propria mano
per tender l'archi 
e risarcir le fionde
ai difensori 
dell'onor toscano
or fasceran 
le margini profonde
ai volontari 
del lombardo piano

Ma voi non ci godrete 
ore tranquille
vi pungeranno, altezza, 
al par di spille

Addio Livorno, 
addio paterne mura
forse mai più 
non vi potrò vedere
i miei parenti 
sono in sepoltura
e lo mio damo
 è sotto alle bandiere
io vado a seguitare 
alla ventura
un’arma in mano 
anch’io la so tenere.

Informazioni

Scritto da F.Dall'Ongaro, ricorda il benevolo e materno affetto di Maria Antonietta seconda moglie di Leopoldo di Lorena detto Canapone, granduca di Toscana, che, emula della prozia che voleva che ci era senza pane si comprasse brioches, secondo l'opinione personale di Dell'Ongaro (non sostenuta da alcuna prova) avrebbe  immaginato di vendicarsi sulle donne di Livorno per la perdita del potere, tra l'autunno del '48 e la primavera del '49.

Scheda canto

Autori testo: F. Dall'Ongaro

Periodo: Le rivoluzioni borghesi e il Risorgimento (fino al 1870)

Lingua: italiano