E quando la beghina si marita
al damo dà la mano e la prete il resto
al damo dà la mano e la prete il resto
E quando la beghina è maritata
per star col prete ha sempre un buon pretesto
per star col prete ha sempre un buon pretesto
Vado a fare la mia confessione
non posso star senza l'assoluzione
o marito o marito quel che il prete può dare a me
tanto è inutile non ce l'hai te
Ho messo in pegno orecchini e cordone
i soldi li ho dati per l'assoluzione
Mentre il marito mio se ne va ai campi
e sotto il sole abbrustolisce il viso
e sotto il sole abbrustolisce il viso
Io resto in casa e aspetto l'arciprete
che aprirmi sa la via del paradiso
che aprirmi sa la via del paradiso
Anche in casa so far penitenza
mostrando al curato la nera coscienza
o la fede o la fede or capisco il vantaggio che c'è
quando il parroco prega per me
Ho preparato del brodo e un cappone
da dare al curato per l'assoluzione
Ogni anno cresce in casa un nuovo figlio
che ha il viso tale e quale del curato
che ha il viso tale e quale del curato
Io dico che è un mistero della fede
e mio marito è sempre più beato
e mio marito è sempre più beato
Sulla casa che ci ha religione
dal cielo discende la benedizione
quanti figli quanti figli tu domandi o marito perché
c'è il curato che prega per te
Tu non capisci mio caro babione
che sono i misteri della religione
tu non capisci mio caro babione
che sono i misteri della religione. Canti simili
Fonte
Settimelli Leoncarlo, Falavolti Laura, Canti satirici anticlericali, Roma, Savelli, 1976
Informazioni
Canto anticlericale ampiamente diffuso, attribuito a Guido Podrecca (Vimercate, 5 dicembre 1865 – New York, 29 aprile 1923), politico e giornalista italiano, fondatore della rivista «L'Asino» (che pubblicò il testo il 28 aprile 1907).
Scheda canto
Periodo: L'età dell'imperalismo (1870-1914)
Lingua: italiano
Tags: anticlericali
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