Ogni mattina l'orchestra radiofonica
se la spassa e ti dà di gomito.
La tromba strepita un ritornello magico,
mentre i violini salutano.
La folla scatta, sorpassa gli orologi,
lascia partire le raffiche
dei suoi passetti precisi in bianco e nero
che si sgranano sotto i semafori.
"Buon lavoro!", il cielo è nero,
il giorno nasce in città
"Buon lavoro!", cantano i muri,
ognuno avrà quel che dà.
Lungo la fabbrica continua lo spettacolo
dei giorni che si rincorrono.
In sei nel cerchio galoppano per mordere
la coda della domenica.
Hanno le orbite quadrate come scatole,
quando non li vedi ti guardano;
Hanno tre bocche e trentatrè nastri magnetici.
"Buon lavoro!", il cielo è nero,
il giorno nasce in città
"Buon lavoro!", cantano i muri,
ognuno avrà quel che dà.
Quando sui viali la pioggia resta sola,
la luce dell'ora elettrica
misura il sonno di piombo della gente
che vende la vita per vivere.
"Buon lavoro!", il cielo è nero,
il giorno nasce in città
"Buon lavoro!", cantano i muri,
ognuno avrà quel che dà. Canti simili
Fonte
Stormy Six, L'apprendista, L'orchestra, 1977
Scheda canto
Autori testo: Stormy Six
Periodo: La contestazione e i movimenti di liberazione (1967-1979)
Anno: 1977
Lingua: italiano
Tags: lavoro/capitale
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