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Lupi e agnelli

  • Fausto Amodei
Autore testo:  Fausto Amodei
Anno: 
1965

I Movimento - ALLEGRO: LE CAUSE L'aneddoto racconta che, in riva ad un ruscello, eran venuti a bere un lupo ed un agnello e il lupo, nonostante che si trovasse a monte, rimproverò l'agnello d'intorbidargli la fonte. Smentito su 'sto punto il lupo tagliò corto: «Tuo padre - disse - un giorno mi fece un grave torto!» E, prima che l'agnello muovesse un'obbiezione, apri la bocca e ne fece un boccone. La leggenda è vecchia e la sua morale è già bell'e guasta; la contraddizione fondamentale però c'è rimasta: là nella foresta ci son due classi, i lupi e gli agnelli; gli uni mangian gli altri: questa è la prassi grazie a cui le bestie credon d'essere fratelli. La legge della jungla si esprime in forme chiare: «Se tu sei lupo, mangi, se no ti fai mangiare». Perciò, fatti mangiare, se il lupo sono io, in quanto siamo entrambi figlioli del buon Dio. Per evitar gli estremi c'è il metodo consueto di fare gli sciacalli, ovvero il medio ceto: si mangian le carogne uccise in eccedenza, le mani stan pulite e la coscienza. Il funzionamento è garantito a tutto il sistema dal fatto che i lupi ci hanno appetito a pranzo ed a cena, ma una debolezza, molto evidente, è il fatto scontato che chi vuol mangiare deve ovviamente essere in minore quantità di chi è mangiato. Infatti a un certo punto in tutta la struttura, mancando ogni controllo, vi fu una strozzatura: la quantità di agnelli che, al giorno, si uccideva divenne ben maggiore di quella che nasceva; paurosi di potere morire ad ogni passo gli agnelli, a poco a poco, perdevan tutto il grasso e i lupi e gli sciacalli si posero in esame il rischio di dover morir di fame. Ma per rimediare alla congiuntura la programmazione ti razionalizza questa struttura che poi va benone: gli uni mangian gli altri col vecchio schema però a condizione che non si squilibri tutto il sistema come, d'altra parte, dice la Costituzione. II Movimento - VALZER LENTO: I RIMEDI A favore degli agnelli si fissò, con un editto che nessuno ne mangiasse oltre un massimo prescritto; si ammazzavano gli agnelli con sei mesi di preavviso e seguendo sempre un turno regolare e ben preciso. Gli animali più istruiti si associarono a difesa dei diritti degli agnelli, coll'appoggio della Chiesa. Poi, per opera di un gruppo di sciacalli un po' ribelli fu votata un'altra legge a favore degli agnelli che fissava, per chiunque intendesse farli fuori, il dovere di adottare solo metodi indolori. E cosi, poco per volta, ci si avviava, bene o male, verso una democrazia veramente occidentale. Colle mutue, le pensioni, l'assistenza agli orfanelli, si decise, come premio per la classe degli agnelli di donare l'erba e il fieno, fino al giorno della morte, a un agnello su duecento, legalmente estratto a sorte. III Movimento - RUMBA: LE PREVISIONI Per abbassare i costi e per ridurre i tempi gli agnelli erano uccisi, in base a noti esempi, non più, così al minuto, o come merce sciolta, ma solo più all'ingrosso e tutti in una volta. Ma il diavolo si sa che, per quanti trucchi cerchi, sa fare ben le pentole ma non i coperchi: cioè, a dirlo in forma più esatta e perentoria ci ha sempre una dialettica la storia. Gli agnelli, messi in gruppo, per esser quindi uccisi capiron d'esser molti, ma d'essere divisi: così, poco per volta, in seno a quelle masse si aprì quella ch'è detta «coscienza della classe». «Coscienza della classe», è facile a spiegare vuol dire solo voglia di non farsi mangiare. La fine del racconto, la storia che vien poi, quella che vivremo presto noi.

Indicazioni bibliografiche

Amodei Fausto, EP Canzoni didascaliche, Dischi del Sole  DS 41, 1965

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Strumenti

Scheda del canto

Autore testo:  Fausto Amodei
Anno: 
1965
Lingua:  italiano
Inserito da: ilDeposito.org
Note di pubblicazione
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