Del fu Duce i giornali han narrato la sua ultima disavventura che seguì alla fatal sua cattura e il destin che su lui si compì. Come fu Mussolini arrestato, custodito insieme a Claretta, messo in una colora stanzetta dove stette all'incirca tre dì. Buia e tetra era quella stanzetta, ben guardata da due Partigiani che la sorte avean nelle mani di chi fu la cagion d'ogni mal. Lui fu messo insieme a Claretta per goder tutto quel che doveva, per goder tutto quel che voleva dall'Italia il fratel suo carnal. In quel luogo entrò il giustiziere. Mussolini vicino era al letto, fuor dall'orbita gli occhi e nel petto un terribilim mortal terror. Il tiranno portava un berretto della fu guardia repubblichina, un cappotto color nocciolina, era un uomo finito di già. Mussolini ascese al potere colla forza in quel di già lontano, ma la forza di ogni italiano annientò quel crudele oppressor. Nel vedere il patriota gli ha detto: "Cosa c'è che venite a fare"? "Ambedue vogliam liberare, sì davver questa è la libertà". Mussolini da buon cavaliere, ora quel luogo lui sta per lasciare, precedenza alle donne vuol dare ma precederlo lei non vuol. Detto ciò il giustiziere decide di colpire il tiranno e Claretta. Sui tiranni alfin la vendetta sarà sempre tremenda quaggiù. Sui tiranni alfin la vendetta sarà sempre tremenda quaggiù.
Fonte: Savona A. Virgilio, Straniero Michele L., Canti della Resistenza italiana, Milano, Rizzoli, 1985