Or che innalzato è l'albero, s'abbassino i tiranni dai suoi superbi scanni scenda la nobiltà. Un dolce amor di patria s'accenda in questi lidi formiam comuni i gridi: viva la libertà! L'indegno aristocratico Non osi alzar la testa se l'alza, allor la festa tragica si farà. Un dolce amor di patria... Reso uguale e libero, ma suddito alla legge, è il popolo che regge sovrano ei sol sarà. Un dolce amor di patria... Duri implacabili odio ai feudi, alle corone e sempre la Nazione libera resterà. Un dolce amor di patria... Sul torbido Danubio penda l'austriaca spada nell'itala contrada mai più Iampeggerà. Un dolce amor di patria...
Fonte: Vettori Giuseppe, Canzoni italiane di protesta 1794 - 1974, Roma, Newton Compton, 1975