Ammesso e non concesso che l'italiano medio è un poco fesso è democratico, ma è un gran pericolo lasciar permettere troppe libertà. Abbiam la libertà di esporre i panni al vento nell'ore consentite dal regolamento Abbiam la libertà di attraversare i viali fruendo delle strisce pedonali. D'appenderci sui tram al mancorrente di scendere e salire ripetutamente. Di far firmare il padre o chi ne fa le veci ed innalzare al cielo laudi e preci. Eppoi la libertà, dove la mettiamo d'emettere un assegno, di sporgere reclamo, d'evadere le pratiche emarginare i codici estendere le analisi estinguere i depositi? Ammesso e non concesso che l'italiano medio è un poco fesso dovete credere è un gran pericolo lasciar permettere troppe libertà. La libertà di sesso di mistificazione d'accattonaggio di supposizione. La libertà di moto e, questo ci conforta, la libertà di palpo e manomorta. La libertà di fumo la libertà d'ingresso quella d'affermare «c'accà nisciuno è fesso!» Di stendere verbali spedire contrassegno, la libertà di nuoto e tiro a segno. D'emettere cambiali condurre cani sciolti di tutelar minori capovolti. Di battere primati di catturare vermi di far votare suore, frati e infermi. Ammesso e non concesso che l'italiano medio è un poco fesso è democratico, ma è un gran pericolo lasciar permettere troppe libertà. E non abbiam parlato di libertà di stampa la carta ed i caratteri nessun vi mette zampa. E poi la libertà cosiddetta di pensiero: poter pensare un gatto od un veliero! La libertà di sogno: sognare donne nude d'andare in aeroplano alle Bermude, eppoi la libertà che a queste s'accompagna è di salir lassù sulla montagna. E là in questa Italia che al rosso dei vulcani accosta il verde degli ippocastani e il magico candore delle sue nevi annali che cosa ci consentono le autorità centrali? La libertà più bella potete qui trovare è quella di sciare sciare sciare sciaaareee !
Fonte: Jona Emilio, Straniero Michele L., Cantacronache - Un'avventura politico-musicale degli anni cinquanta, Torino, Crel, 1996