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ilDeposito.org | Canti di protesta politica e sociale - archivio di testi, accordi e musica

Un cavallo si lamenta

Primo dopoguerra, fascismo e antifascismo (1918-1943)

Tiravo il mio carro senza più forze
lungo la Frankfurter Allee
Fu lì che pensai: O je! Come son stanco
Se mi lasciassi andare per un momento
Forse cadrei per sempre
Due minuti dopo non restavano di me 
  [che ossa nude.

Perchè non appena sfinito crollai
e il padrone si precipitava al primo telefono.
Gente affamata mi fu sopra coi coltelli
per disputarsi l'un con l'altro la mia carne.
Non attesero neppure che finissi almeno 
  [di crepare.

Era la gente che conoscevo diversa
la stessa che prima mi dava del pane
e mi metteva i sacchi sul dorso
per proteggermi dalle mosche.
Ieri tanto umana e oggi tanto disumana.
S'eran d'improvviso trasformati 
  [in tante belve. Come mai?

Morendo, pensai: quanto gelo è sceso
tra loro per renderli senza pietà?
Chi li ha frustati così?
E chi continua ancora a frustarli?
Se voi non saprete dar loro una mano
questa volta vi succederà qualcosa 
  [di terribile...

Fonte: Federico: phedefico@yahoo.it

Informazioni:

Titolo originale: O Falladah, die du hangest!  trad. G. Strehler,  Cantata da Milva nell'album "Milva canta Brecht" Vol. 2 del 1975

Qui il testo originale tedesco

Dati del canto

Risorse