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"La..."

Troppo spesso ti sento accusare, sento dire che hai colpa di tutto, tu, o cara, che invece, modesta, stai serena e non drizzi la testa. La cacca. Siamo noi che da sempre sprechiamo di te, cara, lo splendido nome, quando, a forza, appiopparlo vogliamo ad un Nixon, un Agnelli, un padrone. La cacca. E tu, cara, che male ci hai fatto, tu, pacifica e in tutto pudore, tu, che noi abbiamo costretto ad esprimere il nostro furore? La cacca. Il furore allo sbirro cha attacca, ai cialtroni nascosti e palesi, ai padroni, agli sporchi borghesi, perchè mai accostarlo a te, cacca? A te, cara, che in uttta coscienza dai sollievo e non fai mai violenza, che fra le opere umane, in natura, sei de sempre, si sa, la più pura. La cacca. Allo sbirro che sempre ci attacca, ai padroni ed agli imperialisti, è sbagliato accostare la cacca. E' più giusto dire loro fascisti.

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Informazioni

E' un blues esilarante, penultima canzone dell'album "La balorda", del 1972. (Salvo Lo Galbo)

Indicazioni bibliografiche

Della Mea Ivan, La balorda, Vedette Zodiaco, 1972

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Strumenti

Scheda del canto

Autore testo:  Ivan Della Mea
Anno: 
1972
Tags:  satirici
Lingua:  italiano
Inserito da: ilDeposito.org
Note di pubblicazione
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